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Ho abbozzato la mappatura dei principali clusters di Taranto suddivisi per ontologie, al centro ci sarebbe l'ipotetico hub trasversale che potrebbe fare da collettore di incontro degli animatori principali dei vari clusters
https://lnkd.in/d-G6RRjA... la visione è questa per l'hub trasversale (il Media Lab del Mit di Boston, ma ci sono tanti altri hub di trasversali che possono essere presi ad esempio) https://www.media.mit.edu.

Segnalate sia cluster locali da aggiungere alla mappatura, che modelli di riferimento trasversali con i quali avete avuto relazioni, contatti, interazioni di qualche tipo. 

Il processo di transizione passa da tanti clusters di creatività e laboratoriali che sono attivatori e stimolatori di processi di cambiamento, ma sicuramente occorre una maggiore contaminazione e interazione tra questi clusters che a volte non si parlano, non interagiscono e si perdono quelle interazioni caotiche indispensabili per ogni processo di innovazione sociale. Per tale ragione servirebbe identificare un Hub trasversale stile del Media Lab del Mit di Boston, dove docenti, studenti, ricercatori, attivisti, hacker, artisti, maker, artigiani, operai, soggetti fragili, si incontrano e portano le proprie esperienze e visioni e si creano quelle contaminazioni indispensabili per coprogettare in senso inclusivo, innovativo e più artistico il cambiamento. 

In Italia un hub di riferimento è senz'altro Art-Er in Emilia Romagna  https://first.art-er.it/news/hub-ricerca-e-innovazione-sociale-rer

Per approfondimenti si veda il documento di sintesi della proposta dell'incubatore di comuità in peering.

Le ontologie trasformano reti caotiche in sistemi intelligenti, dove ogni connessione genera valore misurabile. (Fonti: studi su Knowledge Graphs del MIT; framework OWL (Web Ontology Language); casi come Barcelona Cultural Commons).

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Lunedi 23 Giugno, presso il Chiostro del Centro di Salute mentale di Taranto, c'è stato il primo incontro della costituenda rete delle associazioni, operatori professionali, cittadini per costruire una rete di coprogettazione partendo dai bisogni reali del territorio (pazienti, famiglie, operatori) per individuare framework progettuali condivisi e offrire soluzioni progettuali  efficaci alla creazione di benessere sociale, di prevenzione,  per rispondere ai bisogni del territorio di supporto reale al benessere di comunità,  utilizzando tutti gli strumenti possibili in base a metodologie emergenti negli ultimi anni e rivelatesi efficaci, teatro, musicoterapia, laboratori, ascolto, ma anche individuare framework progettuali efficaci per individuare soluzioni creative e innovative che possano essere sperimentate a Taranto coinvolgendo nuovi stakeholders come l'Università, progetti già esistenti, aziende del territorio. Serve un cambio di paradigma per spostare lo stigma sulla malattia e considerla come un'opportunità per riprogettare in maniera inclusiva la società. Hanno coordinato l'incontro la dott.ssa Ilaria Cinieri e la dott.ssa Anna Dellarosa direttrice del CSM di Taranto. 

 

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Ieri a Taranto, un bel laboratorio di co-design della mappatura collaborativa del progetto ColLABORare realizzato da Cityopensource (Capofila), Università di Foggia - Dipartimento di Studi Umanistici e Università degli Studi della Basilicata, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, Missione 4 - Istruzione e Ricerca - Componente 2 - Dalla Ricerca all’Impresa - Linea di investimento 1.3 – Progetto “CHANGES - Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society”, Codice Progetto PE00000020, CUP H53C22000860006 - Spoke 1 “Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities” Leader Università degli Studi di Bari Aldo Moro
@FondazioneChanges
 
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Si è appena conclusa l'hackathon sull'economia circolare promossa dalla società Tondo, all'interno del progetto Taranto Circolare che mira a far nascere e incubare progetti di economia circolare che a partire dalla risoluzione di problemi del territorio di Taranto possano diventare un modello di riferimento nazionale. Come Foomus srl ci siamo iscritti, con lo spirito più puro dell'hackathon senza conoscere gli altri membri del team che ci hanno assegnato (in realtà 1 membro per puro caso era una nostra conoscenza ) e senza avere un'idea strutturata da presentare. Nella prima giornata dopo 2 ore di brainstorming abbiamo definito un'idea progetto che nelle successive ore è diventata sempre più credibile, EnerGame ovvero facilitare e favorire l'interazione di utenti fruitori e promotori di comunità energetiche mediante l'utilizzo di forme di gamification per premiare atteggiamenti virtuosi nel risparmio energetico e offrire un sistema SAAS di modelli predittivi su Ai per ottimizzare i consumi e gestire i picchi di rete. Gli altri team a cui va il nostro plauso erano già molto più avanzati e strtutturati nella progettazione, non ricordo tutti i nomi ma sicuramente molto interessante il progetto vincitore Shellulose che parte dagli scarti delle cozze per riutilizzarli come materia prima per essere riutilizzata, offrendo dei case study solidi e un progetto che si sposa perfettamente con le caratteristiche produttive tipiche del territorio di Taranto. Un plauso ai secondi il team iMensa che sta progettando un app-piattaforma per ottimizzare gli sprechi delle mense offrendo transazioni tracciabili su blockchain, al terzo posto i ragazzi dell'ITS di Biotech che hanno portato un interessante progetto sulle potenzialità delle produzioni di Canapa sia nell'utilizzo come fitodepurazione che come produzioni di prodotti a base di olii, di cosmesi e di materia prima per il tessile. Onore anche agli altri due progetti di cui non ricoro il nome il primo sulla prototipazione di un macchinario che può creare filamenti di pla per stampa 3d partendo dal riciclo di plastiche come il Pet e affini, per ultimo ma non per merito infine un progetto straniero di un team che ha presentato un progetto per la riduzione dell'inquinamento da tessile con nuovi materiali che possono essere utilizzati nel settore textile per creare una vera economia circolare. 

Molto brave le tutor e gli organizzatori dell'evento che hanno accolto con molto interesse e attenzione i progetti presentati, mostrando una particolare sensibilità verso un territorio come Taranto che più di altre città necessita di affrontare sfide sulla riconversione economica e sulla sostenibilità ambientale oltre che favorire processi di creazione di autoimpresa e di startup e la collaborazione tra centri di ricerca e Università e territorio. 

Quest'hackathon ha risposto pienamente alla mission di Foomus, assistere le startup soprattutto nel campo della sostenibilità e dell'innovazione sociale, portare a prototipazione dell'idea progettuale e fare networking integrando altre realtà nell'ecosistema di open innovation del Peeripato. Per cui già solo per questo abbiamo vinto la sfida! 

 

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Da anni lavoro e insieme ad altri siamo in trincea su Taranto e sul territorio per portare innovazione sociale e digitale, non è facile le istituzioni raramente ci hanno ascoltato anzi diciamo che quasi sempre ci hanno ignorato. L'open innovation è un modello derivato dall'approccio open source dell'etica hacker che sta funzionando, crea valore sociale, gli ecosistemi sono più resilienti dei singoli progetti ci sono dimostrazioni matematiche e economiche basate su grafi e teoria della complessità che lo dimostrano. 

Ci auspichiamo che le istituzioni non ignorino le voci che emergono dal basso, dei giovani che ritornano sul territorio a discapito dei tanti che se ne scappano perchè non vedono prospettive di crescita. 

Fare rete, fare massa critica, lavorare come cerchiamo di fare costruendo il Peeripato è la modalità più valorizzante per i progetti e per il territorio che si possa trovare, servono case study, buoni esempi nazionali e internazionali che non mancano da replicare sul territorio, serve un collegamento tra mondo universitario, della ricerca, della innovazione, giovanile, dei freelance, delle imprese illuminate che vedono la comunità come centrale nei loro processi di sviluppo, sentire tutti quanti nessuno escluso, partendo dai bambini, dagli anziani, dai soggetti fragili per ridisegnare il territorio e riprogettare innovazione sociale. 

Marco D'Andia di Dis-educational una bellissima realtà che fa innovazione sociale mettendo al centro i bisogni delle fragilità mi faceva notare che le BRT di nuova progettazione, non hanno incluso un Inclusive Design, ovvero un design progettuale che preveda l'abbattimento delle barriere architettoniche, poi ci sono le mie collaboratrici che non hanno luoghi di coworking e lavoro per incontrare e scambiarsi informazioni con freelance e artisti come loro, spendono tante risorse in viaggi per andare a eventi per crescere e lavorare professionalmente pur muovendosi da una realtà periferica come quella di Taranto. Poi ci sono artigiani e artisti che vorrebbero aprire attività, botteghe artistico-artigianali in città vecchia, magari utilizzando bandi che il Comune possa prevedere per l'assegnazione e il ripopolamento in senso non estrattivo dell'isola vecchia. Sono tanti gli esempi di chi professionisti, disoccupati, precari, freelance, operai sogna un territorio diverso aperto ad ascoltare i bisogni di tutti e tutte più accogliente partecipativo di confroonto alla pari, insomma un Peeripato! 

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C'è un case study di innovazione territoriale che mi sta particolarmente a cuore ed è avvenuto nel periodo 2008-2010 quando ho lavorato nel progetto Kublai del Mise e di Invitalia. Seguivo centinaia di progetti in modalità open innovation, alla pari o peer to peer, da qui poi nacque l'idea del Peeripato. Mi venne poi in mente di lanciare e immettere in progettazione partecipata due progetti, il primo fu Footour che ora sto testando su Taranto, ma è un progetto molto complesso e ambizioso, si tratta di tradurre in interazioni socializzanti experience condivise di varia natura, dalle più semplici come spostarsi insieme per andare a un evento, a quelle più impegnative come progettare di vivere in un condominio collaborativo o cohousing. L'altro progetto che in realtà era più un sogno o una visione si chiamava CrossMed da crossmedialità ma anche attraversare il Mediterraneo, ed era un Festival crossmedialie internazionale, con artisti locali e internazionali che si sarebbero confrontati ed esibiti in location varie della città valorizzandola con la presenza di media crossmediali che ne avrebbero amplificato l'impatto, e poi workshop, musica internazionale, esposizioni, contest, videomapping e streaming nei locali della città perchè l'evento fosse collettivo e una sorta di shock culturale per comunicare come l'innovazione poteva cambiare i territori, unendo arte, musica, innovazione, cultura, performance, crossmedialità.

CrossMed si è materializzato anni dopo nel Medimex la storia completa con il progetto la racconto quì13540588854?profile=RESIZE_710x

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 Con Foomus ora stiamo lavorando  già lavorando per la prossima rivoluzione di innovazione sociale negli anni futuri a Taranto. 

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Come nasce un laboratorio urbano

Mercoledì 23 aprile c'è stato un incontro di networking per coprogettare insieme Casa Viola-Mudit, un cantiere laboratoriale aperto ai vari contributi che i soggetti che lo attraverseranno vorranno presentare. Una prima presentazione del progetto e della sua visione da parte della tecnica del Comune di Taranto la dott.ssa Ricchiuti, e successivamente l'illustrazione del programma della rete Galattica delle Politiche giovanili della Regione Puglia, presentate dallo spin doctor Marco Costantino. 

Successivamente un brief sul format degli speed date su tre tavoli dove a rotazione i gruppi progettuali hanno inserito le loro idee tra Sogni e Realtà su 3 aree principali di intervento: progettazione di una web radio, sportello informativo, laboratorio urbano. 

Un plauso agli organizzatori per l'apertura e l'orizzontalità della proposta, davvero merce rara dalle nosttre parti, ma soprattutto a tutti e tutte i giovani e meno giovani che hanno contribuito alle fasi di coprogettazione e confronto. 

 

Maggiori info: https://galattica.regione.puglia.it/

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Nasce il Peeripato2025

Dopo l'incontro al politecnico di Bari sezione di Taranto tanta energia ieri al politecnico di Bari sezione di Taranto presentato in anteprima MetisQ il progetto di un team informale supervisionato dal prof Paolo Oresta su una ricerca innovativa sull'efficientamento energetico, poi un progetto interessante su decarbonizzazione e sistemi di rilevanento dati sull'efficientamento energetico con l Ai, una promettente startup che promette di mettere in relazione imprese e mondo della ricerca e infine Musplan Italia e il suo pivot progettuale.

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Articolo scritto grazie a un'interrogazione a Deepseek. 

 

L’importanza delle variabili caotiche nell’innovazione, vista attraverso la lente della teoria della complessità, risiede nella loro capacità di generare non-linearitàadattamento e emergenza di soluzioni imprevedibili. La complessità riconosce che i sistemi innovativi (come ecosistemi tecnologici, organizzazioni o mercati) non sono meccanicistici, ma reti dinamiche in cui piccole perturbazioni (variabili caotiche) possono innescare trasformazioni radicali. Ecco una sintesi del loro ruolo:


1. Caos e Innovazione: Principi Chiave

  • Definizione di variabile caotica:
    Un fattore che, pur seguendo regole deterministiche, produce esiti imprevedibili a lungo termine a causa della dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali (effetto farfalla).
    Esempio: Un piccolo errore in un esperimento scientifico che porta a una scoperta rivoluzionaria (es. penicillina).

  • Teoria della complessità:
    Studia come l’interazione di molteplici elementi (agenti, tecnologie, informazioni) generi proprietà emergenti non riducibili alla somma delle parti.
    L’innovazione è un fenomeno emergente in sistemi complessi adattativi (CAS).


2. Perché le Variabili Caotiche Sono Cruciali per l’Innovazione

A. Esplorazione di Spazi di Possibilità

  • Il caos rompe l’equilibrio, spingendo i sistemi a esplorare configurazioni non ottimizzate ma potenzialmente rivoluzionarie.

  • Esempio: Il machine learning utilizza algoritmi caotici (es. gradienti stocastici) per sfuggire ai minimi locali e trovare soluzioni globali.

B. Adattabilità e Resilienza

  • I sistemi che integrano variabili caotiche sono più antifragili: si adattano a shock esterni (es. crisi di mercato) generando innovazione.

  • Esempio: Le startup che sopravvivono a fallimenti iniziali spesso sviluppano modelli di business più robusti.

C. Emergenza di Ordine Non Pianificato

  • Il caos può auto-organizzarsi in pattern innovativi attraverso feedback loop (es. reti collaborative open-source).

  • Esempio: Wikipedia, nata dal caos delle contribuzioni decentralizzate, ha creato un ordine conoscitivo globale.

D. Accelerazione della Serendipità

  • Le variabili caotiche aumentano la probabilità di scoperte casuali (serendipità), motore storico dell’innovazione.

  • Esempio: La scoperta dei raggi X o del microonde partì da “errori” caotici in esperimenti.


3. Applicazioni Pratiche nella Gestione dell’Innovazione

A. Modelli Organizzativi Non Gerarchici

  • Team decentralizzati e reti informali (es. Google’s 20% time) sfruttano il caos per generare idee disruptive.

  • Strumenti: Agile, Scrum, hackathon.

B. Ecosistemi Innovativi

  • Piattaforme come Silicon Valley prosperano grazie a interazioni caotiche tra startup, venture capital e università.

  • La diversità (altro fattore caotico) è un moltiplicatore di innovazione.

C. Simulazioni di Scenari Complessi

  • Strumenti come gli algoritmi genetici o le reti neurali incorporano caos per simulare evoluzioni imprevedibili.

  • Esempio: L’uso di sistemi caotici nella progettazione di materiali avanzati.


4. Sfide e Rischi

  • Imprevedibilità: Il caos rende difficile pianificare ROI o tempistiche (es. fallimento del 90% delle startup).

  • Gestione del Rischio: Innovare in ambienti caotici richiede tolleranza al fallimento e meccanismi di feedback rapidi.

  • Etica: L’innovazione caotica può generare esiti indesiderati (es. IA non controllata).


5. Casi Studio

  1. Internet: Nato come progetto militare caotico (ARPANET), è diventato un ecosistema globale emergente.

  2. Blockchain: La decentralizzazione caotica ha permesso l’emergere di criptovalute e smart contract.

  3. Biologia Sintetica: L’ingegneria del caos genetico sta portando a terapie personalizzate.


6. Conclusioni

Le variabili caotiche non sono “rumore” da eliminare, ma carburante per l’innovazione. Secondo la teoria della complessità, i sistemi più innovativi sono quelli che:

  • Abbracciano il caos come leva esplorativa.

  • Bilanciano ordine e disordine (edge of chaos).

  • Sfruttano l’emergenza per trasformare perturbazioni in breakthrough.

Come scrisse Stuart Kauffman, pioniere della complessità:
«L’innovazione è un atto di creazione che sorge dal caos organizzato».

 
Per approfondimenti: 
1 Wikicrazia Alberto Cottica 
2 Viaggio nella Complessità De Toni - Comello 
"The Butterfly Effect in Innovation" (articolo di H. Weatherspoon, 2018)
 
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Nasce l'incubatore virtuale Peeripato2.0, nome temporaneo in attesa di definirne un naming in maniera condivisa più tardi con i progettisti. Sarà uno spazio di coprogettazione e open innovation rivolta a progettisti, startupper, propositori di idee, freelance, incubatori, professori universitari, ognun* potrà dare il suo contributo.

 

Il Peeripato nasce da una sperimentazione di open innovation e partecipazione progettuale, avviata dal 2008 al 2010 all'interno del Progetto Kublai, un 'iniziativa del Mise e di Invitalia pionera nell'innovazione progettuale, aperta, condivisa e collaborativa. E' stato presentato come case study in diverse Università, Festival dell'Innovazione. Vogliamo riproporre ora su Taranto quella sperimentazione alla luce di nuove tecnologie, nuove esperienze, nuove idee, per rigenerare in primis il territorio di Taranto e della Puglia ma siamo aperti a collaborazioni con tutta Italia e col mondo. 

 

13532042079?profile=RESIZE_400xhttps://www.linkedin.com/in/waltergiacovelli/ 

 

Per chi volesse vedere le slide che hanno portato alla ricerca e i case study della progettazione in Open Innovation realizzati nel 2010 in Italia e presentati in diversi Festival dell'Innovazione e Università. Divenendo un modello di coprogettazione in open innovation in Italia, le può ricercare nel mio profilo Linkedin e collegarsi! 

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