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Mancano pochi giorni al lancio di Pregher.Ai, un progetto partecipato e in work for equity lanciato da Foomus srl con un team allargato di una decina di professionisti interessati. In questa fase di test cercheremo di compiere l'onboarding di qualche centinaio di utenti, nella fase 2 che ipotizziamo fra alcuni mesi invece, sarà attivata una sezione premium con accesso a podcast dedicati a contenuti di carattere mindfullness e di facilitazione delle emozioni, in collaborazione di psicologhe, sociologhe, visual artist, sound designer, musicisti, e creativi di varia natura.
Cosa è Pregher.Ai? (Manifesto)
Un Emotional Facility tool per dare forma e condividere ciò che ti abita
Ogni persona custodisce una ricchezza interiore che merita di essere espressa e condivisa.
Crediamo che la tecnologia possa essere al servizio del sentire.
L’intelligenza artificiale può facilitare l’espressione di ciò che sentiamo.
Gli algoritmi possono aiutare a trovare le parole che cercavamo.
La connessione digitale può diventare ponte verso connessioni reali.
Crediamo nel potere delle parole condivise.
Quando raccontiamo quello che proviamo davvero, troviamo risonanza.
Ci sentiamo compresi.
Creiamo legami che vanno oltre la superficie.
Crediamo nella forza dei luoghi che fanno spazio.
Luoghi dove la vulnerabilità è accolta, le parole hanno valore e ci si può esprimere senza paura di essere giudicati.
Dove il silenzio ha lo stesso diritto di esistere.
Crediamo che l’interiorità sia laica.
Non appartiene a religioni, scuole di pensiero o categorie: è semplicemente umana.
E in quanto tale, ha bisogno di linguaggi inclusivi, accessibili, che parlino a tutti.
Pregher.ai vuole restituire dignità al sentire.
Creiamo spazi dove l’autenticità è una risorsa. Coltiviamo comunità basate sulla comprensione reciproca, sulla cura delle parole e sul rispetto del sentire altrui.
Immaginiamo un futuro dove esprimere le emozioni sia naturale quanto respirare. Dove la crescita personale sia un viaggio condiviso, in cui la tecnologia sostiene l’umanità, a partire da ciò che ha di più prezioso: ciò che sente.
Se ti risuona, questo spazio è anche tuo.
Se vuoi accedere al periodo come Test User clicca qui.
C'è un case study di innovazione territoriale che mi sta particolarmente a cuore ed è avvenuto nel periodo 2008-2010 quando ho lavorato nel progetto Kublai del Mise e di Invitalia. Seguivo centinaia di progetti in modalità open innovation, alla pari o peer to peer, da qui poi nacque l'idea del Peeripato. Mi venne poi in mente di lanciare e immettere in progettazione partecipata due progetti, il primo fu Footour che ora sto testando su Taranto, ma è un progetto molto complesso e ambizioso, si tratta di tradurre in interazioni socializzanti experience condivise di varia natura, dalle più semplici come spostarsi insieme per andare a un evento, a quelle più impegnative come progettare di vivere in un condominio collaborativo o cohousing. L'altro progetto che in realtà era più un sogno o una visione si chiamava CrossMed da crossmedialità ma anche attraversare il Mediterraneo, ed era un Festival crossmedialie internazionale, con artisti locali e internazionali che si sarebbero confrontati ed esibiti in location varie della città valorizzandola con la presenza di media crossmediali che ne avrebbero amplificato l'impatto, e poi workshop, musica internazionale, esposizioni, contest, videomapping e streaming nei locali della città perchè l'evento fosse collettivo e una sorta di shock culturale per comunicare come l'innovazione poteva cambiare i territori, unendo arte, musica, innovazione, cultura, performance, crossmedialità.
CrossMed si è materializzato anni dopo nel Medimex la storia completa con il progetto la racconto quì
Con Foomus ora stiamo lavorando già lavorando per la prossima rivoluzione di innovazione sociale negli anni futuri a Taranto.