case study (2)

Per una corretta Transizione Ecologica Partecipata è sempre più necessario affidrsi all'intelligenza collettiva, studiare modelli di transizione che hanno funzionato in altri contesti e rielaborarli e contestualizzarli al territorio. Anni fa una prima proposta di questa visione di transizione partecipata fu presentata collegialmente dal Piano Taranto, oggi una nuova proposta aggiunge un tassello di informazione aggiuntiva e una visione ancora più puntuale si tratta della proposta di T.R.A.C.C.E di alcuni professionisti del territorio tra cui Gladys Spiliopoulos il Movimento Giovanile Terra Jonica. C'è una legge della cibernetica che afferma che per governare la complessità ci vuole un altrettanto grado di complessità nelle informazioni che devono essere processate altrimenti ogni decisione del sistema che deve governare la complessità compirà scelte imparziali e irrazionali. E' quindi matematicamente dimostrabile che senza la presa visione di una strategia complessa e delle informazioni per la risoluzione di problemi complessi le scelte che si compiranno non saranno completamente razionali.
Legge della varietà di Asbhy https://www.panarchy.org/ashby/varieta.html
Ecco lo studio T.R.A.C.C.E buona lettura. 
 
Sintesi del documento T.R.A:C.C.E 
 

Autori e Contesto

  • Coordinamento: Dott.ssa Gladys Spiliopoulos (Economia Ambientale)

  • Contributo tecnico: Dott. Umberto Prete (Ingegneria Elettrica)

  • Base documentale:

    • "Piano Taranto" (proposte società civile)

    • Studio "Taranto TRI.0" (commissionato da Rosa D’Amato)

  • Aggiornamenti: Norme UE (Green Deal, DNSH, CBAM, CSRD), evidenze scientifiche, economia ambientale.


Criticità dell’Accordo di Programma

  1. Transizione energetica inefficace:

    • Mantenimento ciclo a carbone/coke fino al 2039.

    • Sostituzione con gas naturale (non decarbonizzazione).

    • Rischi:

      • Aumento emissioni di metano (filiera azera: carbon footprint 4× media UE).

      • Nessuna riduzione CO₂ (assenza piani CCS credibili).

  2. Idrogeno verde irrealistico:

    • Fabbisogno energetico: 6.7 TWh/anno → richiederebbe 110 TWh da solare (incompatibile con territorio).

  3. Rigassificatore (FSRU):

    • Criticità:

      • Incompatibile con Area Marina Protetta Isole Cheradi.

      • Rischio incidenti (Direttiva Seveso III).

      • Violazione Direttiva Habitat e Quadro Acque UE.

    • Esempi negativi: Piombino (danni turismo/ecosistema), Ravenna (proteste sociali).

  4. Desalinizzazione:

    • Problemi:

      • Alto consumo energetico.

      • Produzione salamoia → impatto su Mar Grande/Mar Piccolo (mitilicoltura).

      • Effetti cumulativi con dissalatori ENI.


Criticità Strategiche

  1. Assenza Valutazione Impatto Sanitario (VIS):

    • Danni sanitari stimati (studio Forastiere):

      • +100-150 ricoveri/anno a 6 Mt acciaio.

      • +30 decessi/anno a 8 Mt.

    • Parere negativo ISS: sottostima rischi, dati obsoleti.

  2. Mancanza piano finanziario:

    • Nessuna quantificazione costi/fonti di copertura.

  3. Governance inefficace:

    • Assenza meccanismi sanzionatori.

    • Comitato di controllo autoreferenziale.

  4. Nessun target di riduzione CO₂:

    • Transizione senza milestones verificabili.


Analisi Economica

  • Costi esterni non internalizzati:

    • VSL (Valore Statistico della Vita): €4.7 milioni/decesso.

    • Costo sanitario cumulato (2024-2039)€9.7 miliardi (50 decessi/anno + morbilità + danni ecologici).

  • VOLY (Value of a Life Year):

    • 2.800 anni di vita persi/anno → €196-390 milioni/anno.

    • Totale 16 anni: €3.1-6.3 miliardi.


Alternative Proposte: Progetto STILLWORKS

  • Modello: Rigenerazione post-industriale (esempi: Bethlehem SteelStacks, Pittsburgh Mill 19).

  • Pilastri:

    1. Manifattura sostenibile/circular economy.

    2. Tecnologie avanzate/digitalizzazione.

    3. Formazione ("Academy della Rigenerazione").

    4. Cultura industriale/attrattori urbani.

    5. Infrastrutture verdi.

  • Obiettivi:

    • 15.000 posti lavoro entro il 2035.

    • Bonifiche integrate con riuso aree.

  • Finanziamento:

    • Fondi UE (Just Transition, PNRR), BTP dedicati, fiscalità verde.


Appendici Tecniche

  1. Stato impianti:

    • Altiforni inagibili (AFO1 sequestrato, AFO4 critico).

  2. CCS (Carbon Capture):

    • Tecnologia usata per lock-in fossile, non decarbonizzazione.

  3. DRI a gas:

    • Dipendenza da importazioni, vulnerabilità geopolitica.

  4. Filiera mitilicola circolare:

    • Riutilizzo gusci di cozze per materiali da costruzione (progetto GreenLife4Seas).


Raccomandazioni Finali

  1. Abbandonare:

    • Rigassificatore, desalinizzazione, raddoppio TAP.

  2. Avviare:

    • Dismissione selettiva impianti fossili.

    • VIS indipendente ex-ante.

    • Piano finanziario trasparente.

  3. Implementare:

    • Modello "Taranto 2035" (transizione graduale a StillWorks).

    • Fondo per transizione giusta (governance multilivello).

Conclusione: L’Accordo attuale perpetua un modello insostenibile. La riconversione richiede un cambio di paradigma verso rigenerazione ambientale, equità sociale e diversificazione economica.

 
 
 
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C'è un case study di innovazione territoriale che mi sta particolarmente a cuore ed è avvenuto nel periodo 2008-2010 quando ho lavorato nel progetto Kublai del Mise e di Invitalia. Seguivo centinaia di progetti in modalità open innovation, alla pari o peer to peer, da qui poi nacque l'idea del Peeripato. Mi venne poi in mente di lanciare e immettere in progettazione partecipata due progetti, il primo fu Footour che ora sto testando su Taranto, ma è un progetto molto complesso e ambizioso, si tratta di tradurre in interazioni socializzanti experience condivise di varia natura, dalle più semplici come spostarsi insieme per andare a un evento, a quelle più impegnative come progettare di vivere in un condominio collaborativo o cohousing. L'altro progetto che in realtà era più un sogno o una visione si chiamava CrossMed da crossmedialità ma anche attraversare il Mediterraneo, ed era un Festival crossmedialie internazionale, con artisti locali e internazionali che si sarebbero confrontati ed esibiti in location varie della città valorizzandola con la presenza di media crossmediali che ne avrebbero amplificato l'impatto, e poi workshop, musica internazionale, esposizioni, contest, videomapping e streaming nei locali della città perchè l'evento fosse collettivo e una sorta di shock culturale per comunicare come l'innovazione poteva cambiare i territori, unendo arte, musica, innovazione, cultura, performance, crossmedialità.

CrossMed si è materializzato anni dopo nel Medimex la storia completa con il progetto la racconto quì13540588854?profile=RESIZE_710x

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 Con Foomus ora stiamo lavorando  già lavorando per la prossima rivoluzione di innovazione sociale negli anni futuri a Taranto. 

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