(Il Ragionamento per Assurdo Estremo)
Immaginiamo che l'ipotesi si avveri: domani mattina, l'Occidente attua una remigrazione totale e brutale. Il risultato non sarebbe la "rigenerazione nazionale", ma l'attivazione di un meccanismo di distruzione catena inversa. L'Occidente scoprirebbe di aver confuso il lubrificante del motore con lo sporco da pulire.
1. Il Paradosso Geopolitico: La Rottura del "Patto di Sfruttamento" e la Nazionalizzazione Istantanea
Il ragionamento per assurdo parte da qui: il migrante non è un "invasore", è la garanzia collaterale vivente dei contratti di estrazione mineraria.
Se l'Occidente chiude le frontiere, il Sud Globale perde la valvola di sfogo delle rimesse. A quel punto, perché un governo africano o sudamericano dovrebbe continuare a cedere cobalto, litio e uranio a "prezzi politici" (sotto il valore di mercato) a chi lo sta punendo?
Il paradosso: Nel nome della "sovranità nazionale occidentale", l'Occidente consegnerebbe il monopolio delle materie prime a Cina e Russia gratuitamente. La remigrazione causerebbe la perdita immediata dell'accesso alle risorse fisiche, trasformando l'Europa e gli USA in giganti industriali senz'ossatura, costretti a comprare a prezzi di mercato pieni che prima estraevano quasi a costo zero.
2. Il Paradosso della Sicurezza: Disarmare se Stessi per "Proteggere" i Confini
La destra neocoloniale pensa alla remigrazione come a una operazione di sicurezza nazionale. Ma la sicurezza nazionale occidentale si basa sulla superiorità tecnologica militare (droni, jet, missili), che richiede terre rare e titanio.
Il paradosso: Espellendo i migranti, si rompono i rifornimenti (punto 1). L'Occidente si troverebbe a voler blindare i confini terrestri e marittimi con flotte e eserciti che, nel giro di 5-10 anni, non avrebbero più i componenti per essere riparati o sostituiti. Verrebbero protetti confini finti, difesi da armi che si stanno lentamente trasformando in rottami metallici, mentre le nuove potenze eurasiatiche avrebbero sia le risorse che le fabbriche per produrre armamenti.
3. Il Paradosso del Lavoro: L'Esercito di Riserva che diventa "Esercito di Sfondamento"
Marx dice che l'esercito industriale di riserva (i migranti) tiene a bada i salari. Tolto questo esercito, la borghesia deve sostituirlo con lavoratori autoctoni.
Ma l'autoctono ha un "costo di riproduzione sociale" storico (affitti, aspettative di vita, welfare) che il migrante non ha.
Il paradosso: La remigrazione, pensata per eliminare la concorrenza "sleale" del migrante, genererebbe l'effetto opposto. I giovani occidentali, obbligati a fare i lavori di prima linea senza più il ricatto del "sei sostituibile con un disperato", rifiuterebbero la povertà salariale. Lo sciopero generale non sarebbe più una minaccia, ma l'unica opzione. Il tentativo di abbassare il costo del lavoro cacciando i migranti provocherebbe un'impennata dei salari per coercizione sociale, distruggendo i margini di profitto delle aziende.
4. Il Paradosso Tecnologico: La "Ghigliottina" del Capitale Costante
Di fronte allo sciopero (punto 3), il capitale reagisce con l'automazione totale (robot e IA). Ma qui Marx ci consegna il paradosso matematico più letale: la Legge della Caduta Tendenziale del Saggio di Profitto.
I robot sono Capitale Costante (C): trasferiscono valore al prodotto, ma non creano nuovo valore. Solo il lavoro umano (Capitale Variabile, V) crea plusvalore.
Il paradosso: Più l'Occidente si libera dei migranti sostituendoli con i robot, più il rapporto C/V schizza alle stelle. Il sistema produrrebbe un'enorme quantità di merci, ma la fonte del profitto (il lavoro umano sfruttato) scomparirebbe. I costi di ammortamento delle macchine divorerebbero i ricavi. L'automazione, vista come salvezza dalla mancanza di migranti, diventerebbe un meccanismo di suicidio economico: le aziende produrrebbero per nessuno (perché i licenziati non possono comprare) e profitterebbero di nulla.
5. Il Paradosso Demografico: Il Collasso del "sistema di cura" e l'Implosione Fiscale
I migranti pagano le pensioni di oggi e accudiscono gli anziani di oggi. Se tornano indietro, il ceto medio occidentale (donne in primis) deve abbandonare il lavoro produttivo per fare da caregiver.
Il paradosso: La remigrazione, teorizzata per "salvare il welfare dagli abusivi", ne causerebbe il crollo matematico. Meno lavoratori attivi + più persone costrette a lasciare il lavoro per accudire = gettito fiscale azzerato. Lo Stato, per pagare le pensioni, dovrebbe tassare il capitale al 90%. Il capitale, per sfuggire, delocalizzerebbe tutto. L'Occidente si ritroverebbe con un sistema pensionistico senza liquidità e un'economia reale paralizzata perché milioni di persone sono bloccate in casa a fare da infermieri familiari.
L'APOTEOSI DEL PARADOSSO: I TRE SCENARI DI COLASSO
Se applichiamo rigorosamente questo assurdo, l'Occidente post-remigrazione non può tornare al passato. Si trova davanti a tre diramazioni, tutte fatali per l'attuale borghesia egemone:
- Scenario A: Il Feudalesimo dell'Apartheid (La Trappola del Capitale Costante). L'Occidente automatizza tutto. Milioni di ex-lavoratori autoctoni diventano "inutili" (la surplus population di Marx, ma bianca e occidentale). Lo Stato introduce un Reddito di Base da povertà per evitare le rivolte, mentre il potere reale passa ai tech-guru che possiedono i server e i robot. Fine della democrazia borghese, inizio della dittatura algoritmica. La remigrazione ha trasformato i cittadini autoctoni nei nuovi schiavi digitali.
- Scenario B: Il "Crollo verso l'Est" (La Trappola Geopolitica). Senza materie prime a basso costo e senza manodopera, l'industria occidentale fallisce in blocco. Le fabbriche chiudono. La Cina e i BRICS, ereditando le risorse del Sud Globale ora liberate dal giogo occidentale (grazie alla rottura del patto migranti-estrazione), diventano gli unici hub produttivi globali. L'Occidente diventa una "periferia turistica deindustrializzata". La remigrazione, pensata per sottomettere il Sud Globale, lo ha invece liberato, condannando l'Occidente alla marginalità.
- Scenario C: La Guerra di Classe Pura (La Trappola del Salario). Il capitale non riesce ad automatizzare abbastanza in fretta. Chiama i giovani autoctoni a lavorare nei campi e nei magazzini, offrendo salari da fame. I giovani, non avendo più il "ricatto etnico" del migrante, non si presentano al lavoro: occupano le fabbriche e bruciano i bilanci. Il tasso di profitto va sotto zero. La borghesia, per non soccombere, deve chiedere l'intervento militare contro i propri stessi cittadini. La remigrazione ha trasformato la "guerra tra poveri" in una "guerra di classe" diretta e sanguinosa.
Sintesi Dialettica Finale
Il paradosso della remigrazione si risolve in questa formula: L'Altro non è esterno al sistema, ne è il pilastro nascosto.
Il ragionamento per assurdo dimostra che il capitale occidentale ha esternalizzato la propria povertà, la propria riproduzione biologica e la propria coercizione sul Sud Globale. Il migrante è la proiezione fisica di questa esternalizzazione.
Se l'Occidente tagliasse questo ponte, la gravità non lo farebbe volare: lo farebbe precipitare. La remigrazione totale non è un atto di forza, è l'unico atto capace di decostruire l'imperialismo occidentale dall'interno, più efficacemente di qualsiasi rivoluzione proletaria esterna. La borghesia lo sa, e per questo non lo farà mai: preferirà cambiare faccia alla propria ideologia (dal liberalismo al razzismo istituzionalizzato), pur di non recidere l'arteria che le pompa il sangue (plusvalore) dal Sud del mondo.