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Cosa è la Sociocrazia o Governance Dinamica

La sociocrazia si configura come un sistema operativo per organizzazioni e comunità, basato su un passaggio fondamentale: dal potere "su" gli altri al potere "con" gli altri. I suoi punti focali sono:

  1. Organizzazione a Cerchi (Struttura Circolare e Integrata):

    • Cos'è: L'organizzazione è composta da "cerchi" (gruppi di lavoro semi-autonomi). Ogni cerchio ha uno scopo (il suo perché) e un dominio (la sua autorità esclusiva) chiaramente definiti.

    • Dinamismo: Non è una gerarchia a piramide, ma una struttura a cerchi concentrici o interconnessi. I cerchi sono collegati tra loro tramite un doppio collegamento (o doppio legame), dove il coordinatore di un cerchio e un delegato eletto dal cerchio stesso partecipano al cerchio di livello superiore. Questo garantisce un flusso di informazioni bidirezionale e coerenza nell'intera organizzazione.

  2. Processo Decisionale per Assenso (Consentimento):

    • Cos'è: Le decisioni operative e di policy all'interno di un cerchio vengono prese per assenso. Questo non significa unanimità o consenso unanime. Una proposta viene adottata se nessun membro del cerchio solleva un'obiezione fondata e argomentata.

    • Criterio dell'Obiezione: Un'obiezione è valida solo se la proposta, se implementata, danneggerebbe la capacità del cerchio di perseguire il suo scopo. Non si tratta quindi di preferenze personali ("non mi piace"), ma di impedimenti concreti al raggiungimento dell'obiettivo comune. Le obiezioni sono viste come preziose fonti di informazione per migliorare la proposta, fino a renderla "sufficientemente buona e sicura per provare".

  3. Selezione delle Persone ai Ruoli (Elezioni senza Voto):

    • Cos'è: Invece delle votazioni a maggioranza o delle nomine dall'alto, le persone vengono assegnate ai ruoli chiave (coordinatore, delegato, facilitatore, segretario, e altri ruoli operativi) attraverso un processo di selezione basato sul consenso.

    • Come funziona: Dopo un giro di discussione aperta sui requisiti del ruolo e sulle qualità delle persone, ogni membro propone un nome per iscritto. Si apre poi una discussione sui nomi emersi, con l'obiettivo di trovare la persona che, al momento, sembra più adatta a ricoprire quel ruolo per il bene del cerchio. La decisione finale è presa per assenso. Questo processo genera fiducia e legittimità.

  4. Trasparenza e Cicli di Feedback (Apprendimento Continuo):

    • Cos'è: La sociocrazia incorpora meccanismi strutturati per il feedback e la riflessione. I cerchi conducono regolarmente valutazioni sui propri processi, sui progressi e sulle dinamiche interpersonali.

    • Trasparenza Radiale: Tutte le informazioni rilevanti (verbali, budget, decisioni) sono accessibili a tutti i membri dell'organizzazione. Questo crea un ambiente di lavoro basato sulla chiarezza e sulla responsabilità condivisa, permettendo all'organizzazione di adattarsi e "imparare" continuamente.

Impatto nella Gestione dei Processi di Design Civico Partecipativo

Applicare questi principi al design civico (la progettazione partecipata di spazi, servizi o politiche pubbliche) può trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini, tecnici e amministrazioni. Ecco come:

  1. Superamento della "Partecipazione di Facciata":

    • Problema attuale: Spesso i processi partecipativi sono consultivi: i cittadini esprimono opinioni, ma le decisioni finali rimangono in mano ai politici o ai tecnici. Questo genera sfiducia e disaffezione.

    • Impatto sociocratico: Con il modello dei cerchi, si potrebbero creare veri e propri "Cerchi di Progetto" con un dominio chiaro (es. "progettare la nuova piazza X"). Questi cerchi, composti da cittadini, tecnici comunali, e consiglieri, avrebbero l'autorità reale di prendere decisioni (per assenso) all'interno del loro mandato. Il potere decisionale viene così realmente distribuito.

  2. Trasformazione del Conflitto in Risorsa Progettuale:

    • Problema attuale: Nei processi partecipativi, il disaccordo viene spesso visto come un ostacolo da appianare con un voto di maggioranza, che crea sempre "vinti" e "vincenti".

    • Impatto sociocratico: La decisione per assenso cambia la domanda da "quale proposta vince?" a "questa proposta è abbastanza buona e sicura da poter essere sperimentata, o c'è un rischio fondato che ci impedisca di raggiungere il nostro scopo?". Le obiezioni (di un cittadino, di un tecnico, di un commerciante) diventano informazioni preziose per migliorare il progetto, integrando punti di vista diversi e trovando soluzioni più robuste e inclusive, che tengano conto delle reali criticità.

  3. Garanzia di Continuità e Memoria del Processo:

    • Problema attuale: I processi partecipativi sono spesso discontinui, legati alla durata di un progetto o di una consiliatura. Quando finiscono, si disperde il know-how accumulato.

    • Impatto sociocratico: La struttura a cerchi e doppi collegamenti crea una "spina dorsale" organizzativa che può sopravvivere ai singoli progetti. Ad esempio, un "Cerchio di Quartiere" permanente potrebbe essere collegato al "Cerchio dell'Urbanistica" comunale tramite i suoi delegati. Questo assicura un dialogo continuativo e una memoria storica delle decisioni, rendendo la partecipazione un processo istituzionalizzato e non un evento sporadico.

  4. Responsabilizzazione e Apprendimento Collettivo:

    • Problema attuale: I cittadini possono sentirsi come semplici "fornitori di idee", senza un ruolo chiaro nel follow-up.

    • Impatto sociocratico: I cicli di feedback e valutazione diventano parte integrante del processo. Il cerchio non solo progetta, ma monitora anche l'implementazione e valuta i risultati, imparando dall'esperienza. I ruoli di facilitatore e segretario all'interno del cerchio civico aiutano a gestire gli incontri in modo produttivo e a documentare il lavoro, professionalizzando (nel senso buono del termine) la partecipazione e rendendo i cittadini corresponsabili del buon esito del processo.

In conclusione  la sociocrazia applicata al design civico partecipativo può far evolvere la partecipazione da un momento di ascolto a un sistema di governance collaborativa, in cui cittadini, tecnici e amministratori condividono il potere, la responsabilità e l'apprendimento continuo per co-creare città e comunità più resilienti e adattive.

 

Per maggiori info: 

https://www.sociocracyforall.org/it/sociocrazia/

https://it.wikipedia.org/wiki/Sociocrazia

 
 
 
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Nel 2010 quando tra le altre cose presentammo la visione di un 'incubatore ecosistemico al Festival dell'innovazione di Bari organizzato da Arti Puglia, sembrava davvero impossibile riuscire a mappare il reticolo di interazioni possibili tra progetti, nodi e clusters in maniera "umana". Al massimo esistevano dei software che potevano mappare i grafi delle interazioni come avevamo fatto grazie a una tesi di Roberta Cosi su uno studio di SNA (Social Network Analisys ) di Kublai.

Quindi la mia visione di realizzare mappatura di nodi-progetti-clusters del Peeripato non sembrava facilmente scalabile, proprio per un limite della mente umana che non riesce a realizzare oltre 150 connessioni. 

La teoria dei 150 contatti, nota come Numero di Dunbar, sostiene che esista un limite cognitivo teorico al numero di persone con cui un individuo può mantenere relazioni sociali stabili 
Ecco i punti chiave della teoria formulata dall'antropologo britannico Robin Dunbar negli anni '90:
  • Origine biologica: Analizzando la dimensione del cervello dei primati, Dunbar ha osservato una correlazione tra la grandezza della neocorteccia e la dimensione dei loro gruppi sociali [2, 5]. Applicando questo rapporto all'uomo, ha calcolato un limite medio di circa 150 individui 
  • Definizione di "relazione": Questo numero si riferisce a persone che conosciamo personalmente e con cui siamo in grado di rintracciare il tipo di rapporto che intercorre con gli altri membri del gruppo (sapere chi è chi e come si relaziona a noi) 
  • I "Cerchi di Dunbar": La teoria prevede una struttura a strati basata sull'intensità emotiva:
    • 5 persone: Amici intimi (il nucleo di supporto).
    • 15 persone: Amici stretti (il gruppo di simpatia).
    • 50 persone: Amici abituali.
    • 150 persone: Il limite dei contatti sociali significativi 
    • 500-1500 persone: Conoscenti o persone di cui ricordiamo il volto e il nome, ma senza un legame attivo.
    • Applicazioni pratiche: Storicamente, questa cifra coincide con la dimensione media dei villaggi neolitici, delle unità militari di base (centurie romane o compagnie moderne) e dei gruppi di lavoro aziendali che operano efficacemente senza eccessiva burocrazia 
    • Nonostante l'avvento dei social media, le ricerche di Dunbar suggeriscono che, sebbene possiamo avere migliaia di "amici" online, la nostra capacità cerebrale di gestire legami autentici resta vincolata a questa soglia biologica.Liimite di gestione e tracciabilità delle relazioni in una community di almeno 150 elementi Per questa ragione l'idea del Peeripato seppure affascinante e innovativa nell'open innovation che in Italia muoveva i primi passi nel 2010 è stata messa in disparte e il Peeripato è stato un'incubatore artigianale" con non più di 10 progetti incubati per volta. Determinati proprio da questi limiti di scalabilità nel gestire le relazioni complesse che potevano nascere tra progettisti e progetti e clusters di riferimento. Con l'avvento dell'AI però questo limite è possibile superarlo e per tale ragione come Foomus srl ci siamo fatti promotori mesi fa di scalare il Peeripato mediante software progettati con l'Ai e le sue potenzialità di creare reticoli di relazioni. Quello che segue è solo un test su oltre 60 utenti (ma avrebbero potuto essere anche 600) che dimostra quanto sia scalabile questa tecnologia e come ora il Peeripato da limite teorico sia diventato una realtà e speriamo presto un Case Study e un nuovo modello di concepire gli incubatori come comunità e non solo come aggregatori di pochi progetti scollegati tra loro. Ma con una forte impronta ecosistemica che generi ricadute rigenerative nei territori, crei interconnessioni di filiera corta ma anche con reti lunghe di collaborazione. E tutto questo lo stiamo sperimentando con il Progetto Tracce

 

Di seguto LE SLIDE DELLA MAPPATURA

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Scenari di transizione da economia estrattiva delle corporation a economie decentralizzate e open source in un arco temporale di 25 anni (2025-2050) secondo le teorie marxiane, gli equilibri di Nash, la teoria della complessità (antifragilità di Taleb) e analisi dei commons di Ostrom

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Comunicato stampa del progetto TRACCE

Ecco il comunicato del progetto T:R:A:C:C:E un framework di progettazione partecipata e comunitaria che si vuole collocare come un acceleratore di progetti del territorio eventualmente incubati in un incubatore di comunità, ne parlo qui, che avrà delle metriche ESG di valutazione di criteri europei e locali dell'imbatto sulla sostenibilità sociale economica e ambientale degli eventuali progetti accelerati. definito il Taranto ESG watch. 

 

https://www.giornaleditaranto.com/cms/index.php?option=com_k2&view=item&id=13136:realta-tarantine-t-r-a-c-c-e-progetto-civico-e-scientifico-per-una-nuova-visione-di-citta-basata-su-cultura-comunita-ecologia&Itemid=133

 

 

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L'importanza degli Open Data nelle PA europee

Conivido un post di Alberto Cottica con cui ho pernsonalmente collaborato prima dal 2009 al 2011 nel progetto Kublai del Mise e di Invitalia e poi ho collaborato al progetto di social hacking sugli open data italiani Spaghetti Open Data senza essercene accorti abbiamo apportato un vero cambiamento nelle politiche di gestione dei dati aperti in Europa. 

Alberto Cottica: "Il portale open data italiano è di gran lunga il migliore della sua categoria in Europa. Due terzi dei dataset classificati come di qualità "eccellente" accessibili tramite il portale europeo https://data.europa.eu provenire da quello italiano. Mi piace pensare che questo risultato abbia a che fare con la comunità di base insolitamente solida in Italia, che tiene a questo genere di cose: certamente alcune delle persone dietro il successo attuale sono arrivate ai dati aperti da quella comunità, come Francesco Piero Paolicelli.

La comunità italiana di open data si è unita attorno alla mailing list Spaghetti Open Data nel 2010. È ancora presente; Oggi pubblichiamo molto meno, c'è un senso di "missione compiuta", ma siamo ancora molto fratelli e sorelle d'armi. Che duri a lungo!"

#opendata

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Riflessioni sull'ecologia delle relazioni

Sintesi sull’ecologia delle relazioni

Prima di parlare di cambiare il mondo, dobbiamo parlare di come ci stiamo insieme in questa stanza. L'ecologia delle relazioni inizia dalle micro-pratiche quotidiane. È una psico-ecologia."

  1. L'Ascolto Senza Giudizio: La Biodiversità Emotiva
    "Proprio come in una foresta sana coesistono specie diverse, in un gruppo sano devono coesistere voci e sentimenti diversi. Ascoltare senza giudizio non significa essere d'accordo, ma significa riconoscere la legittimità dell'esperienza altrui. È il fertilizzante base che permette alla fiducia di crescere. Se in un comitato ad esempio,  chi parla di cura viene interrotto da chi parla di lavoro, o chi denuncia un genocidio viene giudicato come 'troppo emotivo', stiamo inquinando il nostro stesso terreno relazionale. L'ascolto attivo è il nostro primo atto politico di resistenza alla cultura dello scontro."
  2. Il Confronto Autentico: Il Ciclo dei Nutrienti
    "In natura, il conflitto e la trasformazione sono essenziali (un albero che cade diventa humus). Allo stesso modo, il confronto non è uno scontro da evitare, ma un processo da nutrire. È il modo in cui le idee si evolvono e si rafforzano. Un confronto ecologico è un dialogo dove:
  • Ci si mette nei panni dell'altro (prospettiva-taking), provando a vedere il mondo con la sua lente politica ed emotiva.
  • Si critica l'idea, non la persona.
  • Si cerca la radice comune di un problema, invece di accentuare le divergenze superficiali.
    Questo trasforma l'energia potenzialmente distruttiva del conflitto in un nutriente per la crescita collettiva."
  1. L'Adattamento al Contesto: La Resilienza negli Ecosistemi Sociali
    "Un pesce che vive nel mare non può comportarsi come nella foresta. Allo stesso modo, la nostra capacità di adeguarci al contesto sociale degli spazi che attraversiamo è un segno di intelligenza collettiva.
  • In un'assemblea di quartiere, il nostro linguaggio dovrà essere diverso da quello usato in un'università.
  • In una manifestazione di piazza, la nostra energia sarà diversa da quella in un negoziato istituzionale.
    Questa flessibilità non è tradimento dei propri principi, è empatia strategica. È la capacità di incontrare l'altro nel suo habitat, per costruire ponti più larghi e resistenti. Riconoscere e rispettare le 'regole ecologiche' di ogni spazio è fondamentale per non inquinare la comunicazione e per fare presa efficace."

Collegamento alle Soggettività Politiche 

  • Per i Femministi e la Cura: "Voi sapete meglio di chiunque altro che la cura non è un principio astratto, ma un lavoro emotivo concreto: ascoltare, sostenere, mettersi nei panni dell'altro. Questa è la psico-ecologia in azione. È il lavoro di cura del tessuto relazionale del comitato stesso."
  • Per gli Ambientalisti: "Così come voi difendete l'equilibrio di un ecosistema, noi dobbiamo difendere l'equilibrio psico-emotivo del nostro gruppo. Un ambiente relazionale tossico è come un fiume inquinato: alla lunga, avvelena ogni progetto."
  • Per chi si occupa di Guerre e Genocidi: "Voi studiate le dinamiche della dis-umanizzazione. L'ascolto senza giudizio e il mettersi nei panni dell'altro sono gli anticorpi quotidiani contro quei processi. Sono le pratiche che, su piccola scala, riparano la capacità di vedere l'umano nell'altro."

Proposte Concrete e Azione Collettiva

"Allora, come facciamo a rendere tutto questo concreto? Propongo:

  1. Praticare Circle-Time: Dedichiamo i primi 10 minuti di ogni riunione a un giro di check-in, dove ognuno può condividere il proprio stato d'animo senza che gli altri debbano commentare o risolvere. È un esercizio di puro ascolto.
  2. Formare alle "Competenze Relazionali": Organizziamo un breve workshop su tecniche di comunicazione nonviolenta e ascolto attivo. È importante quanto saper scrivere un volantino.
  3. Nominare un "Facilitatore Relazionale": A rotazione, una persona il cui compito non è partecipare alla discussione, ma osservare la qualità delle relazioni: "Ci stiamo interrompendo?", "Stiamo dando spazio a tutte le voci?", "Stiamo giudicando o cercando di capire?".
  4. Mappare i Contesti: Prima di un'azione pubblica, discutiamo esplicitamente: "In quale spazio andiamo? Chi incontriamo? Quale linguaggio e quale atteggiamento sono più ecologici ed efficaci in quel contesto?".

Conclusione 

"Non stiamo solo costruendo un movimento politico. Stiamo coltivando un ecosistema umano. Un ecosistema dove le relazioni sono curate con la stessa dedizione che chiediamo per il pianeta. Dove il confronto è fertile, l'ascolto è nutriente e la flessibilità è resilienza.
La rivoluzione che sogniamo deve essere prefigurata dal modo in cui ci relazioniamo qui e ora. Se impariamo a farlo, il nostro messaggio non sarà solo ascoltato, ma sentito. Perché sarà coerente, autentico e, soprattutto, profondamente umano.
Iniziamo a coltivare questo ecosistema, partendo da noi stessi."

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Comunicato Stampa di pregher.ai

COMUNICATO STAMPA

Pregher.ai un Emotional Facility Tool di Foomus srl 

[Taranto 28/11/2025] –  Pregher.ai, il progetto di Foomus srl e Bytesystems, presenta il suo Manifesto: un Emotional Facility tool per dare forma e condividere ciò che ti abita

Un nuovo approccio alla tecnologia al servizio dell'espressione emotiva e della connessione autentica, nato da una collaborazione basata sul work for equity.

Pregher.ai, progetto nato dalla collaborazione tra Foomus srl, startup innovativa che si occupa di innovazione sociale e prototipazione di progetti community-based oriented, e Bytesystems, con cui Foomus collabora proprio per realizzare prototipazioni di community, si presenta al pubblico con il lancio del suo Manifesto. La piattaforma si configura come un "Emotional Facility tool" il cui scopo è fornire a ogni persona gli strumenti per dare forma e condividere la ricchezza interiore che custodisce.

Pregher.ai rappresenta inoltre una sperimentazione innovativa nel campo dei modelli di lavoro: il progetto è stato realizzato basandosi sul work for equity con un team allargato di professionisti che contribuiscono allo sviluppo della piattaforma condividendone la visione e partecipando al suo capitale.

In un'epoca di iper-connessione digitale, Pregher.ai propone una riconnessione autentica, partendo da sé stessi. La piattaforma utilizza l'intelligenza artificiale non per sostituire l'umano, ma per facilitarlo, aiutando a trovare le parole per esprimere emozioni, pensieri e stati d'animo profondi.

I Pilastri del Manifesto Pregher.ai

Il Manifesto si fonda su principi chiari e condivisi:

  • Tecnologia al Servizio del Sentire: Pregher.ai utilizza algoritmi di intelligenza artificiale come facilitatori, per aiutare gli utenti a tradurre in parole ciò che sentono, trasformando la connessione digitale in un ponte verso relazioni reali e significative.
  • Il Potere delle Parole Condivise: La piattaforma crede che condividere la propria verità interiore crei risonanza, comprensione e legami che vanno oltre la superficie.
  • Spazi Protetti e Inclusivi: Pregher.ai si impegna a creare luoghi digitali dove la vulnerabilità è accolta, il giudizio è bandito e il silenzio ha lo stesso diritto di cittadinanza della parola.
  • Un'Interiorità Laica e Universale: L'espressione del proprio mondo interiore è considerata un bisogno umano universale, non vincolato a dogmi o categorie. Per questo Pregher.ai promuove linguaggi inclusivi e accessibili a tutti.

"Vogliamo restituire dignità al sentire", si legge nel Manifesto. "Creiamo spazi dove l’autenticità è una risorsa. Coltiviamo comunità basate sulla comprensione reciproca, sulla cura delle parole e sul rispetto del sentire altrui."

La Visione: Un Futuro dove Esprimersi è Naturale come Respirare

La visione di Pregher.ai è ambiziosa e al tempo stesso profondamente umana: immaginare un futuro in cui esprimere le proprie emozioni sia un gesto naturale, dove la crescita personale sia un viaggio condiviso e la tecnologia sia un alleato nel sostenere l'umanità a partire dalla sua essenza più preziosa: ciò che sente.

La piattaforma invita tutti coloro che si riconoscono in questa visione a farne parte. "Se ti risuona, questo spazio è anche tuo."

Per iniziare a dare forma a ciò che senti:
[Clicca qui per visitare Pregher.ai]

Informazioni su Pregher.ai
Pregher.ai
è una piattaforma tecnologica che utilizza un Emotional Facility tool, basato su intelligenza artificiale, per facilitare l'espressione e la condivisione del mondo interiore delle persone. Nata dalla collaborazione tra Foomus srl e Bytesystems e sviluppata con un modello innovativo di work for equity, Pregher.ai si pone l'obiettivo di creare comunità inclusive e rispettose, dove dare valore alla propria autenticità.

Contatti Stampa:
Email: info@pregher.ai
Sito Web: pregher.ai

 

 

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Mancano pochi giorni al lancio di Pregher.Ai, un progetto partecipato e in work for equity lanciato da Foomus srl con un team allargato di una decina di professionisti interessati. In questa fase di test cercheremo di compiere l'onboarding di qualche centinaio di utenti, nella fase 2 che ipotizziamo fra alcuni mesi invece, sarà attivata una sezione premium con accesso a podcast dedicati a contenuti di carattere mindfullness e di facilitazione delle emozioni, in collaborazione di psicologhe, sociologhe, visual artist, sound designer, musicisti, e creativi di varia natura. 

Cosa è Pregher.Ai? (Manifesto) 

 

Un Emotional Facility tool per dare forma e condividere ciò che ti abita

Ogni persona custodisce una ricchezza interiore che merita di essere espressa e condivisa.

Crediamo che la tecnologia possa essere al servizio del sentire.

L’intelligenza artificiale può facilitare l’espressione di ciò che sentiamo.
Gli algoritmi possono aiutare a trovare le parole che cercavamo.
La connessione digitale può diventare ponte verso connessioni reali.

Crediamo nel potere delle parole condivise.

Quando raccontiamo quello che proviamo davvero, troviamo risonanza.
Ci sentiamo compresi.
Creiamo legami che vanno oltre la superficie.

Crediamo nella forza dei luoghi che fanno spazio.

Luoghi dove la vulnerabilità è accolta, le parole hanno valore e ci si può esprimere senza paura di essere giudicati.
Dove il silenzio ha lo stesso diritto di esistere.

Crediamo che l’interiorità sia laica.

Non appartiene a religioni, scuole di pensiero o categorie: è semplicemente umana.
E in quanto tale, ha bisogno di linguaggi inclusivi, accessibili, che parlino a tutti.

Pregher.ai vuole restituire dignità al sentire

Creiamo spazi dove l’autenticità è una risorsa. Coltiviamo comunità basate sulla comprensione reciproca, sulla cura delle parole e sul rispetto del sentire altrui.

Immaginiamo un futuro dove esprimere le emozioni sia naturale quanto respirare. Dove la crescita personale sia un viaggio condiviso, in cui la tecnologia sostiene l’umanità, a partire da ciò che ha di più prezioso: ciò che sente.

Se ti risuona, questo spazio è anche tuo.

Se vuoi accedere al periodo come Test User clicca qui.

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Venerdì 7 Novembre presso l'Università di Bari polo jonico, nella cornice della città vecchia di Taranto promossa  dal Centro di Cultura per lo Sviluppo Giuseppe Lazzati, si è tenuto un convegno sui nuovi paradigmi della Teoria della Complessità con due relatori di primo piano in Italia studiosi della materia, il prof. Alberto Felice De Toni che ha presentato il suo ultimo libro "La varietà necessaria del potere" scritto col da poco scomparso Bastianon, e Pierluigi Fagan che ha presentato il suo ultimo saggio "Benvenuti nell'era complessa". 

De Toni, ingegnere gestionale, docente universitario, già rettore dell'università di Udine,
oggi sindaco di Udine.
Fagan, imprenditore, ricercatore non strutturato; tra gli organizzatori del Festival della complessità. L'approccio al tema è stato anche facilitato dalle due ultime pubblicazioni dei due protagonisti invitati e presenti al seminario: Alberto Felice De Toni, Eugenio Bastinon, La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni, Edizioni Angelo Guerini e Associati (2025) e Pierluigi Fagan, Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione, Diarkos editore (2025). E’ indubbio che c'è un punto di non ritorno. Il mondo e la realtà si rivelano irrevocabilmente e decisamente interconnessi e interdipendenti. Ad un mondo chiuso ed isolato, nonostante i segni di persistenza, per non dire di aggravamento, non si ritorna, né si può ritornare. La soluzione faticosamente in atto a cui dobbiamo abilitarci è:

1. consapevolezza sistemica, che comprende le logiche nuove dell'interdipendenza, della non
linearità;
2. indispensabilità della collaborazione, della corresponsabilità ai vari livelli (politico,
economico e scientifico);
3. rivisitare l'idea di potere e suo esercito di leadership;
4. apertura dei confini e dell’economia, l'inclusione delle diversità, l’ibridizzazione di saperi
e competenze.
Questi punti possono sembrare anche antistorici, pericolosi, distruttivi, ma è indubbio che la resistenza sembra voler andare, e questo è il pericolo di oggi, verso la post democrazia.

Questi le macro aree tematiche toccate dal convegno: 

1. la cultura che non c'è e la cultura residuale è cultura frammentaria e come cultura frammentaria è ostacolo per non dire ignoranza;
2. un nuovo paradigma: nuova coscienza e comprensione della realtà;
3. le nuove chiavi interpretative;
4. la capacità di far sì che la realtà si riveli da sé;
5. come sviluppare le competenze, la visione, la leadership

Il convegno si è articolato in due parti una di mattina e una di pomeriggio: 

Mattina del 7 novembre PIERLUIGI FAGAN Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione. P.Fagan interloquisce con Alberto F. De Toni, Mario Castellana.

Pomeriggio del 7 novembre ALBERTO F. DE TONI La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni. A. F. De Toni interloquisce con Antonio Messeni Petruzzelli, Francesco Moliterni, Davide Tabarelli, Valentina Lenoci e Mario Castelli.

In mattinata ho fatto un intervento dove ho posto l'attenzione sulla necessità di riprogettare gli incubatori di progetti e startup con una nuova concezione basata sulla complessità, per affrontare la varietà necessaria che differenti progetti possono richiedere, segnalando il case study di un incubatore di successo della Carinzia che è progettato per affrontare meglio la complessità delle proposte progettuali e invitando alla progettazione di un incubatore di comunità partecipato che sfrutti le potenzialità dell'intelligenza collettiva. 

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"Rigenerazione urbana guidata dall'intelligenza collettiva e tecnologie abilitanti"

🎯 Missione

Attivare il potenziale inespresso di Taranto attraverso un ecosistema aperto dove cittadini, maker, imprenditori ed esperti co-progettano soluzioni per:

  • Innovazione sociale (salute mentale, accessibilità)

  • Economia circolare (recupero risorse, filiere agroalimentari sostenibili)

  • Transizione ecologica giusta (green tech, energia pulita)
    Guidati da principi di equità, trasparenza e partecipazione civica .

🌍 Visione 2030

Diventare il punto di riferimento del Sud Italia per la rigenerazione community-led, con:

  • Un ecosistema autosostenibile alimentato da piattaforme digitali (AI, blockchain, reti neurali).

  • Una rete policentrica di hub fisici (cluster territoriali) e collaborazioni peer-to-peer globali.

  • Un modello replicabile per città post-industriali, ispirato a esperienze come Impact Hub e Edgeryders .

⚙️ Innovazioni Chiave

  1. Piattaforma digitale "ICT Light"

    • AI-driven matchmaking tra progetti e competenze (teoria dei grafi per mappature dinamiche).

    • Sistema di token blockchain per ricompense tracciabili e trasparenti (budget: €100k).

    • Integrazione con modelli di Pool Patent e trasferimento tecnologico (spinoff Università Sapienza) .

  2. Modello a Cluster Decentralizzati

    • Coinvolgimento di realtà esistenti: T.R.A.C.C.E., Osservatorio barriere architettoniche, rete salute mentale, Medimex, tecnopoli.

    • Sprint di co-design per accelerare l’innovazione sociale e tecnologica .

  3. Eredità dei Modelli Precedenti

    • Ispirazione dal Progetto Kublai (analisi SNA di Roberta Cosi) e Wikicrazia (Alberto Cottica) per governance partecipata .

    • Adozione della Legge di Ashby sulla varietà necessaria per rispondere alla complessità territoriale.

📅 Roadmap Anno 1 (2026)

  • Q1: Avvio hub operativo e coinvolgimento 5 cluster.

  • Q2: Deploy della piattaforma ICT Light con funzionalità base AI/blockchain.

  • Q3-Q4: Incubazione di 100+ progetti e integrazione token economy.

📊 Budget Prioritario

  • Sviluppo software (AI/grafi/mappe): €80.000

  • Integrazione blockchain: €10.000

  • Coinvolgimento community: €50.000
    Totale: €140.000 

🤝 Invito all’Azione

L’ICT cerca collaborazioni per:

  • Competenze in governance digitale, tokenomics, eco-design.

  • Modelli virtuosi (Platform Cooperatives, Social Innovation).

  • Pilotaggio progetti nei cluster (energia, cultura, salute).

"Nessun attore singolo può risolvere crisi sistemiche. Trasformiamo l’intelligenza collettiva in azione rigenerativa" .

Prossimi passi: Finalizzazione workflow piattaforma (Q1 2026), framework di sostenibilità UE, strategia di fundraising.
Co-crea con noihttps://chat.whatsapp.com/GZKXVppLsfo8yrvrEbITq6


Appendice Visiva

  • Mappa della rete ICT: Hub centrale + cluster territoriali (es. Politecnico, laboratori culturali, centri di ricerca).

  • Screenshot piattaforma: Grafo in tempo reale di connessioni (stile Peeripato/Kublai) .

Riferimenti:

  • MIT Media Lab, Progetto Kublai, Incubatore BUILD! Carinzia

  • Wikicrazia (Alberto Cottica), Social Network Analysis Kublai (Roberta Cosi) 


Documento completo versione sintetica qui quì

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Topic principali del documento: 

Caduta tendenziale  del Saggio di Profitto 

Innovazione Pool Patent 

Equilibrio di Nash - Teoria dei giochi 

Antifragilità (organico alla Teoria della complessità) 

 

Abstract: Transizione verso l'Economia dei Beni Comuni attraverso Automazione Open-Source e Modelli Cooperativi Antifragili

La crisi strutturale del capitalismo – accelerata dall'automazione avanzata e dall'IA – emerge dalla contraddizione marxiana tra capitale costante (tecnologia) e variabile (lavoro umano). L'IA, con costo di replica prossimo allo zero, erode il plusvalore tradizionale, innescando una crisi sistemica del profitto basato sulla scarsità. Contemporaneamente, la teoria dei giochi rivela come la condivisione open-source (es. pool patent etici) trasformi la cooperazione nella strategia dominante: superando il dilemma della "corsa agli armamenti" proprietaria, genera valore collettivo attraverso reti di innovazione distribuita.

La teoria della complessità dimostra che tali ecosistemi cooperativi – fondati su fablab interconnessi, knowledge commons e meccanismi di binding agreement – sono intrinsecamente antifragili. A differenza delle corporazioni centralizzate (fragili a shock singoli), le reti distribuite assorbono crisi (es. fallimenti locali, disruption di mercato) convertendole in opportunità evolutive, grazie a ridondanza, adattamento locale e auto-correzione comunitaria.

Tre fasi abilitano la transizione:

 

  • Coesistenza tra capitalismo e peer production emergente;

  • Punto di crisi, dove il costo marginale zero dell'IA open-source rende insostenibile il modello basato sulla scarsità;

  • Affermazione sistemica dei beni comuni, con scenari concreti (es. riconversioni cooperative tipo GKN o Birra dello Stretto) in cui:

  • Micro-fabbriche rigenerano asset in crisi;

  • Patent pool settoriali e produzione modulare abilitano resilienza;

  • Nuovi modelli di valore (es. tokenizzazione della reciprocità) sostituiscono l'estrazione del profitto.

 

Il risultato è un'economia rigenerativa, dove il valore si sposta dalla proprietà intellettuale monopolistica alla capacità adattiva collettiva, trasformando le crisi sistemiche in democratizzazione economica.

Note di sintesi:

 

  • Nucleo teorico: Integrazione di Marx (crisi del plusvalore), Nash (cooperazione come equilibrio dominante), e complessità (antifragilità dei sistemi distribuiti).

  • Meccanismo abilitante: IA open-source e beni comuni che abbattono i costi marginali, spostando il vantaggio competitivo dalla proprietà alla condivisione.

  • Esito: Transizione da un capitalismo fragile a un ecosistema cooperativo antifragile, rigenerato attraverso crisi settoriali.

 



1. Marxismo: L'Automazione dei Beni Comuni come Soluzione alla Crisi del Capitale

Il pensiero di Marx sulla caduta del saggio di profitto si acuisce con l'automazione avanzata e l'IA. La contraddizione si manifesta quando il capitale investe massicciamente in macchinari e software (capitale costante, c) per ridurre la forza lavoro (capitale variabile, v). Questa sproporzione erode la fonte del plusvalore, che per Marx deriva solo dal lavoro umano non pagato.

  • L'AI come Paradosso Capitalista: L'Intelligenza Artificiale, in quanto bene immateriale, ha un costo di replica prossimo allo zero. Un'azienda può investire miliardi per sviluppare un'IA proprietaria, ma una volta creata, il suo uso non genera plusvalore estraibile in maniera tradizionale, e il suo costo non può essere ammortizzato come una merce. Questo porta a una spinta continua all'innovazione e a una "corsa al ribasso" che accelera la crisi del profitto.
  • La Soluzione dei Beni Comuni: La peer production offre una via d'uscita da questo paradosso. Quando l'automazione e l'IA sono sviluppate come beni comuni open-source, il loro valore non viene estratto, ma viene condiviso. . La rete di fablab diventa il luogo fisico in cui questa conoscenza condivisa si materializza. Il capitale costante (le macchine, i modelli di AI) diventa un'infrastruttura collettiva, bypassando completamente la logica dell'estrazione del plusvalore e della sua inevitabile crisi.

2. L'Equilibrio di Nash: La Rete dei Beni Comuni come Strategia Dominante

La Teoria dei Giochi dimostra come un sistema basato sui beni comuni e sull'AI open-source porti la cooperazione a diventare la strategia più razionale per ogni partecipante.

  • Il Dilemma dell'IA Proprietaria: Nel gioco competitivo tra le corporazioni, la strategia dominante è sviluppare un'IA proprietaria per ottenere un vantaggio di mercato. Tuttavia, questa scelta porta a una costante e costosa "corsa agli armamenti" tecnologici, dove nessuno ottiene un vantaggio stabile e a lungo termine. Questo equilibrio di Nash competitivo è subottimale per tutti.



  • Il Gioco della Condivisione: La rete di peer production, che utilizza IA open-source, cambia radicalmente il gioco. Ogni volta che un attore contribuisce a migliorare un modello di IA o un design di prodotto open-source, non solo beneficia se stesso, ma aumenta esponenzialmente il valore dell'intera rete. L'equilibrio di Nash viene raggiunto quando ogni attore sceglie di cooperare, poiché il ritorno che ottiene dall'utilizzo di un bene comune in continua evoluzione supera di gran lunga il potenziale, ma irrealistico, guadagno che deriverebbe dal tentare di privatizzare la tecnologia e affrontare la concorrenza da solo.

3. 3. La Teoria della Complessità: L'Antifragilità Sostenuta da Regole di Innovazione Collettiva

La Teoria della Complessità fornisce il fondamento biologico che spiega perché un sistema basato sui beni comuni è intrinsecamente più resiliente del capitalismo centralizzato.

  • Fragilità vs. Antifragilità: Le corporazioni, con le loro catene di fornitura globali e le loro tecnologie proprietarie, sono intrinsecamente fragili: un unico punto di fallimento (come un'IA proprietaria vulnerabile o un blocco della supply chain) può causare il collasso dell'intero sistema. .
  • L'Ecosistema Distribuito: Una rete di fablab interconnessi, che si basa su beni comuni (knowledge, software, IA), è un sistema distribuito e, quindi, antifragile. Se un fablab fallisce, la conoscenza e le capacità non si perdono, perché sono replicate e condivise in tutta la rete. Se un modello di IA open-source ha un bug, la comunità collabora per correggerlo, rafforzando il sistema. La produzione a "chilometro zero" riduce la dipendenza da catene di fornitura fragili e rende la rete più adattabile a shock esterni.

Questa sezione introduce la biologia e la teoria dei sistemi complessi per spiegare la superiorità del modello cooperativo. Un'organizzazione centralizzata è efficiente ma fragile, mentre un sistema distribuito, come un ecosistema, è antifragile. I patent pool e i binding agreement sono i meccanismi che rendono concretamente antifragile un ecosistema cooperativo di innovazione.

  • I Patent Pool come Meccanismo di Diversificazione. Un sistema antifragile si basa sulla diversità e sulla ridondanza, non su una singola soluzione proprietaria e centralizzata. Il patent pool serve esattamente a questo scopo: è un accordo tra più enti per condividere un portafoglio di brevetti e tecnologie. Questo impedisce la creazione di "monoculture" tecnologiche fragili, in cui il fallimento di una singola tecnologia proprietaria potrebbe portare al collasso dell'intero sistema. Condividendo l'innovazione, il network cooperativo garantisce l'accesso a una gamma di soluzioni, rendendolo più robusto e capace di adattarsi a shock e cambiamenti del mercato. Invece di competere per brevetti specifici, le cooperative competono per la loro capacità di integrare e migliorare le tecnologie disponibili, rendendo l'intero ecosistema più forte.
  • I Binding Agreement come Loop di Retroazione Autoregolanti. Un sistema complesso, per essere resiliente, deve avere meccanismi di auto-correzione che impediscono a un singolo nodo di danneggiare l'intera rete. I binding agreement (accordi vincolanti) sono i contratti sociali e legali che definiscono le regole di questo sistema. Ad esempio, una clausola che impone ai membri del patent pool di reinvestire una percentuale dei loro profitti in ricerca e sviluppo open-source, o di condividere i dati che generano, agisce come un "feedback loop" (anello di retroazione). Questa regola assicura che il sistema si auto-alimenti e si auto-migliori costantemente. Previene l'opportunismo, garantendo che chi beneficia del comune contribuisca alla sua crescita. Questo rende l'ecosistema non solo adattivo, ma anche proattivamente antifragile, in quanto le crisi e le sfide non lo distruggono, ma lo stimolano a evolvere e a rafforzarsi.

 

4. Sintesi: La Transizione verso l'Economia dei Beni Comuni

Il modello di transizione emerge come un processo dialettico e complesso che fonde tutti questi fenomeni.

  • Fase 1 - La Competizione e la Crescita del Comune: Il sistema capitalista automatizzato coesiste con il nascente sistema di peer production. Le corporazioni si indeboliscono per la loro stessa contraddizione, mentre la rete di fablab, alimentata da IA open-source e basata sul principio dei beni comuni, cresce in efficienza e resilienza.
  • Fase 2 - Il "Punto di Crisi": Quando il costo marginale di produzione, grazie all'IA open-source, si avvicina allo zero, il modello di business basato sul profitto e sulla scarsità diventa insostenibile. La rete di peer production raggiunge una massa critica e dimostra di essere un modello produttivo superiore, non solo in termini etici, ma anche economici.
  • Fase 3 - La Transizione: A seguito delle inevitabili crisi del sistema capitalista, la rete di fablab e la peer production diventano l'unico "sistema operativo" funzionale. La "battaglia algoritmica" si combatte sul campo della produzione di conoscenza e degli strumenti, e il vantaggio finale spetta alla comunità che ha saputo costruire la sua economia non sulla proprietà privata e sul profitto, ma sulla condivisione e sui beni comuni.

Scenari di riconversione collaborativa: Crisi Settoriale & Rinascita Collaborativa

(Es: Settore Automotive/Componentistica - simile GKN)

  • Crisi: Un gigante manifatturiero fallisce per incapacità di adattarsi ai costi marginali quasi-zero (stampa 3D open-source, progettazione con IA).
  • Transizione: I lavoratori rilevano gli asset chiave tramite ESOP (Employee Stock Ownership Plan), creano una rete di micro-fabbriche cooperative.
  • Innovazione:
    • Adozione di "Design Liberi" (su piattaforme tipo GitHub industriale) per componenti modulari.
    • "Pool Patent" settoriale: Condivisione di brevetti su motori elettrici e batterie tra cooperative, con royalty reinvestite in R&D collettivo.
  • Vantaggio Antifragile:
    • Le micro-fabbriche locali adattano la produzione in tempo reale a shock di mercato (es. carenza chip), diversificando con prodotti ibridi (es. veicoli agricoli elettrici).

Scenario 2: Rivoluzione Agroalimentare

(Es: Filiera Birrificazione - estensione caso Birra dello Stretto)

  • Crisi: Multinazionali del food collassano per costi logistici e concorrenza di fermentatori open-source (birra "homebrew" a costo zero).
  • Transizione: Ex-dipendenti e agricoltori locali fondano un consorzio cooperativo.
  • Innovazione:
    • Pool "Bio-Patent": Condivisione di ceppi di lievito ottimizzati con IA e processi di fermentazione a basso impatto.
    • Piattaforma di co-progettazione per ricette adattive (es. birre con grani resilienti al clima).
  • Vantaggio Antifragile:
    • Rete di piccoli birrifici usa dati open-climatici per modificare tempestivamente le produzioni (es. passaggio a orzo resistente alla siccità).

Scenario 3: Tech Hardware come Bene Comune

(Es: Collasso di un'azienda di elettronica di consumo)

  • Crisi: Aziende tech falliscono per obsolescenza rapida e concorrenza di progetti hardware open-source (es. schede Raspberry Pi avanzate).
  • Transizione: Ingegneri e operatori creano una "Open Tech Alliance".
  • Innovazione:
    • Patent Pool Etico: Brevetti su chip a basso consumo rilasciati con licenza "reciprocità": chi usa il pool deve contribuire migliorie.
    • Produzione modulare: Fabbriche cooperative assemblano dispositivi personalizzabili (smartphone riparabili, IoT agricolo).
  • Vantaggio Antifragile:
    • La rete bypassa crisi delle catene globali producendo localmente con stampa 3D metallica e componenti generici.

Fase 2 - Dinamiche Abilitanti:

  1. Costo Marginale Zero:
  • IA open-source (es. modelli per ottimizzazione produzione) elimina barriere all'ingresso: cooperative competono con Big Corp su qualità e personalizzazione, non sui prezzi.
Massa Critica della Peer Production:
  • Piattaforme tipo "Linux per l'Industria" emergono: repository globali di progetti manifatturieri certificati, con rating collaborativo.
Nuovi Modelli di Valore:
  • Tokenizzazione della Reciprocità: Cooperative guadagnano "crediti d'innovazione" contribuendo al pool, scambiabili con formazione o accesso a macchinari.
  • Sovranità dei Dati: I dati di produzione collettivi diventano un bene comune, monetizzati tramite fondi mutualistici per la resilienza.

Sfide & Adattamenti Antifragili:

  • Resistenza Corporativa: Lobby per brevetti restrittivi → Cooperative rispondono migrando in "zone economiche open" (es. città che adottano regolamenti pro-commons).
  • Transizione Occupazionale: Automazione IA riduce posti in fabbriche tradizionali → Cooperative assorbono forza lavoro riqualificata per ruoli di co-progettazione e manutenzione IA.
  • Governance Ibrida:
    • Sistemi a "Democrazia Liquida": Voto delegato per decisioni tecniche, assemblee fisiche per strategie etiche.
    • Algoritmi di ripartizione utili che premiano il contributo all'ecosistema (non solo il capitale investito).

Effetto Sistemico:
Il "Punto di Crisi" trasforma il fallimento aziendale in rigenerazione economica: le cooperative diventano nodi di una rete produttiva resiliente, dove l'innovazione condivisa accelera l'obsolescenza del capitalismo basato sulla scarsità. Il valore si sposta dalla proprietà intellettuale monopolistica alla capacità adattiva e alla generazione di beni comuni.

Questi scenari mostrano come il modello cooperativo antifragile, alimentato dall'IA open-source e dai pool di conoscenza, possa trasformare crisi sistemiche in opportunità di democratizzazione economica.

Bibliografia 

1. Crisi del Capitalismo, Automazione e Plusvalore (Nucleo Marxiano)

  • Marx, K. (1867). Il Capitale, Libro I: Il processo di produzione del capitale. Fondamentale per la teoria del valore-lavoro, della composizione organica del capitale (c/v) e della tendenza alla caduta del saggio di profitto.
  • Rifkin, J. (2014). La società a costo marginale zero. L'internet delle cose, l'ascesa del «commons» collaborativo e l'eclissi del capitalismo. Mondadori. Sviluppa il concetto di come la tecnologia spinga i costi marginali verso zero, erodendo le basi del capitalismo di mercato.
  • Mason, P. (2015). PostCapitalism: A Guide to Our Future. Allen Lane. Esplora come l'informazione e la tecnologia digitale stiano minando il capitalismo e creando le condizioni per un nuovo sistema economico, con forti riferimenti a Marx.
  • Dyer-Witheford, N. (1999). Cyber-Marx: Cycles and Circuits of Struggle in High-Technology Capitalism. University of Illinois Press. Un'analisi contemporanea che applica il pensiero marxiano all'economia digitale e all'automazione.

2. Beni Comuni, Open Source e Peer Production (La Soluzione Cooperativa)

  • Ostrom, E. (1990). Governing the Commons: The Evolution of Institutions for Collective Action. Cambridge University Press. Opera fondamentale che smonta il mito della "tragedia dei commons" e definisce i principi per una governance efficace dei beni comuni.
  • Benkler, Y. (2006). The Wealth of Networks: How Social Production Transforms Markets and Freedom. Yale University Press. Teorizza l'emergere della "produzione peer-to-peer" basata sui commons come un nuovo e potente modello di produzione economica.
  • Bauwens, M., & Kostakis, V. (2014). Network Society and Future Scenarios for a Collaborative Economy. Palgrave Macmillan. Gli autori, teorici di spicco della peer production e dei commons, delineano scenari di transizione verso un'economia collaborativa.
  • Stallman, R. (2002). Free Software, Free Society: Selected Essays of Richard M. Stallman. GNU Press. Fondamentale per comprendere la filosofia etica e la praticabilità economica del software libero/open source, precursore dei modelli di conoscenza condivisa.

3. Teoria dei Giochi e Cooperazione come Strategia Dominante (Nucleo Nashiano)

  • Axelrod, R. (1984). The Evolution of Cooperation. Basic Books. Studio seminale che, attraverso il "Torneio per il Dilemma del Prigioniero", dimostra come la cooperazione possa emergere e stabilizzarsi anche in contesti non cooperativi, grazie a strategie come "Tit for Tat".
  • Nash, J. F. (1950). Equilibrium Points in n-Person Games. Proceedings of the National Academy of Sciences. L'articolo originale che definisce il concetto di "Equilibrio di Nash".
  • Nowak, M. A. (2006). Evolutionary Dynamics: Exploring the Equations of Life. Harvard University Press. Fornisce un quadro matematico e biologico su come la cooperazione si evolva in sistemi complessi.

4. Complessità, Resilienza e Antifragilità (Teoria dei Sistemi)

  • Taleb, N. N. (2012). Antifragile: Things That Gain from Disorder. Random House. Introduce e definisce il concetto di "antifragilità", cruciale per la sua argomentazione sulla superiorità dei sistemi distribuiti rispetto a quelli centralizzati e fragili.
  • Holland, J. H. (1992). Adaptation in Natural and Artificial Systems: An Introductory Analysis with Applications to Biology, Control, and Artificial Intelligence. MIT Press. Testo fondativo sulla scienza della complessità e sui sistemi adattivi complessi (CAS).
  • Walker, B., & Salt, D. (2006). Resilience Thinking: Sustaining Ecosystems and People in a Changing World. Island Press. Applica i concetti di resilienza e adattabilità della teoria della complessità all'ecologia e alla gestione dei sistemi socio-ecologici.

5. Transizione, Modelli Cooperativi e Casi di Studio Pratici

  • Alperovitz, G. (2013). What Then Must We Do? Straight Talk About The Next American Revolution. Chelsea Green Publishing. Discute modi pratici per costruire un'"economia del bene comune" partendo dal basso, inclusi i piani di proprietà dei dipendenti (ESOP).
  • Restakis, J. (2010). Humanizing the Economy: Co-operatives in the Age of Capital. New Society Publishers. Esplora il ruolo delle cooperative nel creare un'economia più umana e resiliente.
  • Caso Pratico GKN / Birra dello Stretto:
    • Per approfondire il caso GKN, è necessario cercare articoli e reportage recenti (2021-2024) da fonti giornalistiche italiane di economia (es. Il Sole 24 Ore, Valigia Blu, Jacobin Italia) che hanno seguito la lotta dei lavoratori e il progetto di riconversione cooperativa.
    • Per il modello Birra dello Stretto, si consiglia di ricercare direttamente le pubblicazioni e le interviste dei fondatori, spesso disponibili su siti di news locali calabresi o in report su filiere corte e economia circolare.

6. Tecnologia Abilitante: FabLab, Maker Movement e Open Hardware

  • Anderson, C. (2012). Makers: The New Industrial Revolution. Crown Business. Descrive come il movimento dei maker e le tecnologie di fabbricazione digitale stiano democratizzando la produzione.
  • Gershenfeld, N. (2005). FAB: The Coming Revolution on Your Desktop—From Personal Computers to Personal Fabrication. Basic Books. Scritto dal pioniere del movimento dei Fab Lab, spiega il potenziale trasformativo della fabbricazione personale.

Sintesi dei Riferimenti per l’ Abstract:

  • Crisi del Plusvalore (Marx): Viene aggiornata da Rifkin e Mason con il concetto di costo marginale zero.
  • Cooperazione come Strategia Dominante (Nash): È supportata e resa praticabile dagli studi su Axelrod e dalla filosofia Benkler/Bauwens.
  • Antifragilità dei Sistemi Distribuiti (Complessità): Trova il suo principale teorico in Taleb e un fondamento scientifico in Holland.
  • Governance dei Beni Comuni (Soluzione Istituzionale): È interamente basata sui principi di Ostrom.
  • Implementazione Pratica (Transizione): È illustrata da modelli come quelli di Alperovitz e dai casi di studio reali (GKN, Birra dello Stretto).

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 1. Modelli di Condivisione Brevettuale (Patent Pool Aperti)

  • Open Patent Pool (OPP): Consentono l'accesso royalty-free ai brevetti tra i membri, come l’Open Invention Network (OIN) nel settore Linux. Le PMI possono unirsi per utilizzare brevetti su tecnologie base, riducendo i costi di licenza e incentivando lo sviluppo di prodotti complementari 
  • Licenze Creative Commons per brevetti: Modello in cui i centri di ricerca concedono licenze non esclusive per l’uso di brevetti in settori specifici (es., tecnologie green), mantenendo la proprietà intellettuale ma abilitando collaborazioni.
  • Esempi concreti: Tesla ha condiviso brevetti su veicoli elettrici per accelerare l’adozione di mercato, mentre IBM ha aperto brevetti per stimolare l’innovazione nel software open-source 

🏢 2. Piattaforme Regionali di Trasferimento Tecnologico

  • Sud Up (Puglia): Piattaforma che collega corporate (es. Avio Aero, Leonardo) con PMI e innovatori per risolvere "challenge" tecnologiche. I centri di ricerca pubblicano brevetti disponibili, e le PMI propongono soluzioni attraverso incontri di "speed dating" .
  • Digital Innovation Hub Lombardia: Offre servizi di scouting tecnologico e matchmaking tra PMI e centri di ricerca, con focus su brevetti in ambito Industria 4.0. Incluso un laboratorio (JOiiNT LAB) per testare tecnologie protette da IP in ambienti controllati .

💼 3. Corporate Venture Capital (CVC) e Fondi Dedicate

  • Angelini Ventures: Fondo da 300 milioni di euro che investe in startup per co-sviluppare brevetti in ambito biotech e digital health, consentendo a PMI di accedere a tecnologie senza costi diretti di R&S 9.
  • Chiesi Farmaceutici: Tramite il "Center of Open Innovation and Competence", seleziona brevetti da università per svilupparli con PMI partner, condividendo rischi e royalties .

⚖️ 4. Strumenti per la Gestione dell’IP in Ottica Aperta

  • Accordi di Riservatezza e Licenze Mirate: Definizione chiara dei diritti d’uso attraverso clausole field-of-use, che limitano l’applicazione dei brevetti a settori specifici (es.: un brevetto farmaceutico usato solo in diagnostica).
  • Modello "Pay-As-You-Grow": Pagamento di royalties proporzionale al fatturato generato dal brevetto, ideale per PMI con liquidità limitata .

📈 Vantaggi per le PMI

  • Riduzione costi di R&S: Accesso a tecnologie già validate senza investimenti iniziali .
  • Accelerazione del time-to-market: Utilizzo di brevetti pronti per l’industrializzazione (es.: Planetek Italia ha migrato pipeline di machine learning su cloud AWS sfruttando brevetti condivisi) .
  • Mitigazione del rischio: Collaborazione con centri di ricerca per sviluppare tecnologie ad alto rischio (es.: navigazione autonoma in ambienti GNSS-denied) .

🚧 Sfide e Soluzioni

Sfida

Soluzione

Protezione IP

Licenze "grant-back" per modifiche ai brevetti

Complessità legale

Piattaforme con contratti standardizzati (es.: ARTI Puglia) 12

Allineamento strategico

Roadmap congiunte PMI-centri di ricerca

🔮 Tendenze Future

  • Blockchain per la tracciabilità: Registri decentralizzati per monitorare l’utilizzo dei brevetti e distribuire automaticamente le royalties .
  • AI per il matchmaking: Piattaforme basate su intelligenza artificiale (es.: Open Fiber ITACA) che abbinano brevetti disponibili alle esigenze delle PMI .

💡 Esempi Italiani di Successo

  • COSECO INDUSTRIE: Ha sviluppato un braccio robotico per raccolta rifiuti utilizzando brevetti condivisi dal consorzio Intellimech .
  • Baker Hughes: Ha risolto una challenge sul recupero energetico grazie a un brevetto condiviso da un centro di ricerca pugliese .

 

Questo ecosistema "copatent" trasforma i brevetti da barriere competitive a beni comuni, abilitando innovazione sostenibile per le PMI. La chiave è bilanciare apertura e tutela attraverso modelli giuridici flessibili e piattaforme di incontro dedicate.

Questo post è associato a un documento editabile qui: https://docs.google.com/document/d/1V71-nbL3yB5WRV5U7W2AChNVHqwethmuc5D4RV0Buvc/edit?tab=t.0

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0040162522007727

https://openinventionnetwork.com/

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A Taranto, dove l’acciaio ha scritto la storia — e ha segnato profondamente corpi, terra e futuro — oggi si gioca una sfida nazionale: 800 milioni di euro del Just Transition Fund.

Non una pioggia di fondi da "spendere", ma un’occasione irripetibile per ridisegnare il modello di sviluppo di un’intera città e, con essa, di un Paese intero.

 

❌ Il rischio? Che diventino l’ennesimo bancomat per progetti calati dall’alto, pensati senza chi da anni costruisce il cambiamento dal basso.

✅ La visione? Un laboratorio permanente di innovazione collettiva, dove chi abita e conosce il territorio possa co-decidere, co-progettare, co-realizzare.

 

📣 Come professionisti, tecnici pubblici, innovatori, artisti e cittadini attivi, chiediamo con forza:

 

Trasparenza radicale nella gestione delle risorse

 

Assistenza tecnica per tuttə, non solo per chi ha "santi in paradiso"

 

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🔗 Non si tratta di “aiutare” Taranto. Si tratta di costruire un modello italiano di transizione giusta. Dove l’innovazione incontra la democrazia, e i fondi pubblici diventano moltiplicatori di giustizia, non di rendite.

 

👉 Leggi il nostro comunicato operativo e unisciti al confronto.

📩 Partecipa, commenta, rilancia. Perché il futuro si costruisce insieme.

 

💬 “Non lasciateci soli a dire che il re è nudo. Aiutateci a cucire insieme il vestito nuovo.”

 

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Oggetto: Appello per la costruzione dell’Incubatore di Idee della Comunità di Taranto – Insieme per una vera Transizione Giusta

 

Gentili esperti, care innovation manager,

 

ci rivolgiamo a voi con un appello accorato e urgente, mossi dalla consapevolezza che Taranto non può più attendere. Dopo anni di promesse e rinvii, il Just Transition Fund (JTF) ha finalmente preso forma anche sul nostro territorio. Ma il tempo a disposizione è poco, e le sfide da affrontare enormi.

 

Il primo incontro pubblico tenutosi presso la Camera di Commercio ha segnato un piccolo passo avanti, con la pubblicazione dei bandi PIA e MiniPIA. Tuttavia, è evidente che due bandi non bastano. L’attuale impostazione, ancorata a formule a sportello e senza una vera infrastruttura di accompagnamento, rischia di escludere proprio chi ha idee valide ma non strumenti tecnici per realizzarle.

 

Per questo, chiediamo il vostro supporto per costruire insieme un vero "Incubatore di Idee della Comunità di Taranto", un ecosistema fisico e digitale in grado di:

 

raccogliere idee progettuali in ambito ambientale, sociale, culturale, turistico, della blue e green economy;

 

accompagnare cittadini, associazioni e piccole imprese nel trasformare idee in progetti sostenibili e candidabili;

 

offrire supporto tecnico gratuito e accessibile anche a chi non dispone di reti o competenze specialistiche;

 

garantire un processo democratico, trasparente e inclusivo.

 

Abbiamo bisogno di esperti di progettazione, innovation manager, facilitatori territoriali e professionisti capaci di tradurre i bisogni della comunità in progetti concreti, sostenibili e ad alto impatto. Non per calare soluzioni dall’alto, ma per costruire strumenti partecipati dal basso.

 

Il tempo stringe: entro il 31 dicembre 2026, Taranto dovrà spendere il 70% dei fondi JTF, pari a oltre 550 milioni di euro. Se non agiamo subito, queste risorse rischiano di svanire in interventi scollegati e privi di visione.

 

L’Incubatore Ionico Permanente che vogliamo costruire può diventare la piattaforma capace di trasformare la transizione da slogan a realtà, radicando nuove economie nel territorio e restituendo centralità alle energie vive della nostra comunità.

 

Vi chiediamo di esserci, di mettere a disposizione competenze, tempo e passione per Taranto.

 

Chiunque sia interessato a contribuire a questo percorso può contattarci e unirsi al primo incontro operativo che convocheremo nelle prossime settimane.

 

La transizione sarà giusta solo se sarà inclusiva, collettiva, democratica.

 

Con gratitudine e determinazione,

Per contatti https://www.facebook.com/groups/93250900154/  Osservatorio per la Transizione Ecologica Partecipata Taranto. 

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#JTF – Just Transition Fund

➡️ Nella sede di Taranto della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, 📆 mercoledì 23 luglio a partire dalle ⌚10:00, saranno presentati i primi 3 bandi del #JTF dedicati specificamente all'area tarantina:
▪️PIA JTF
▪️MiniPia JTF
▪️Reti JTF

Queste misure rappresentano un'opportunità cruciale per la transizione economica e sociale del territorio, offrendo supporto concreto per lo sviluppo e la riconversione delle attività imprenditoriali.

Durante l'evento, verranno illustrati anche altri due bandi strategici:
👉 L’Avviso pubblico “Selezione di proposte progettuali finalizzate alla costituzione di Comunità Energetiche rinnovabili (CER), un'occasione per promuovere la produzione e il consumo di energia rinnovabile a livello locale.
👉 l’Avviso pubblico “Manifestazione d’interesse finalizzata alla mappatura opportunità insediative e di investimento nella Regione Puglia”, volto a favorire il riutilizzo e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

#jtf #jtftaranto

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Per una corretta Transizione Ecologica Partecipata è sempre più necessario affidrsi all'intelligenza collettiva, studiare modelli di transizione che hanno funzionato in altri contesti e rielaborarli e contestualizzarli al territorio. Anni fa una prima proposta di questa visione di transizione partecipata fu presentata collegialmente dal Piano Taranto, oggi una nuova proposta aggiunge un tassello di informazione aggiuntiva e una visione ancora più puntuale si tratta della proposta di T.R.A.C.C.E di alcuni professionisti del territorio tra cui Gladys Spiliopoulos il Movimento Giovanile Terra Jonica. C'è una legge della cibernetica che afferma che per governare la complessità ci vuole un altrettanto grado di complessità nelle informazioni che devono essere processate altrimenti ogni decisione del sistema che deve governare la complessità compirà scelte imparziali e irrazionali. E' quindi matematicamente dimostrabile che senza la presa visione di una strategia complessa e delle informazioni per la risoluzione di problemi complessi le scelte che si compiranno non saranno completamente razionali.
Legge della varietà di Asbhy https://www.panarchy.org/ashby/varieta.html
Ecco lo studio T.R.A.C.C.E buona lettura. 
 
Sintesi del documento T.R.A:C.C.E 
 

Autori e Contesto

  • Coordinamento: Dott.ssa Gladys Spiliopoulos (Economia Ambientale)

  • Contributo tecnico: Dott. Umberto Prete (Ingegneria Elettrica)

  • Base documentale:

    • "Piano Taranto" (proposte società civile)

    • Studio "Taranto TRI.0" (commissionato da Rosa D’Amato)

  • Aggiornamenti: Norme UE (Green Deal, DNSH, CBAM, CSRD), evidenze scientifiche, economia ambientale.


Criticità dell’Accordo di Programma

  1. Transizione energetica inefficace:

    • Mantenimento ciclo a carbone/coke fino al 2039.

    • Sostituzione con gas naturale (non decarbonizzazione).

    • Rischi:

      • Aumento emissioni di metano (filiera azera: carbon footprint 4× media UE).

      • Nessuna riduzione CO₂ (assenza piani CCS credibili).

  2. Idrogeno verde irrealistico:

    • Fabbisogno energetico: 6.7 TWh/anno → richiederebbe 110 TWh da solare (incompatibile con territorio).

  3. Rigassificatore (FSRU):

    • Criticità:

      • Incompatibile con Area Marina Protetta Isole Cheradi.

      • Rischio incidenti (Direttiva Seveso III).

      • Violazione Direttiva Habitat e Quadro Acque UE.

    • Esempi negativi: Piombino (danni turismo/ecosistema), Ravenna (proteste sociali).

  4. Desalinizzazione:

    • Problemi:

      • Alto consumo energetico.

      • Produzione salamoia → impatto su Mar Grande/Mar Piccolo (mitilicoltura).

      • Effetti cumulativi con dissalatori ENI.


Criticità Strategiche

  1. Assenza Valutazione Impatto Sanitario (VIS):

    • Danni sanitari stimati (studio Forastiere):

      • +100-150 ricoveri/anno a 6 Mt acciaio.

      • +30 decessi/anno a 8 Mt.

    • Parere negativo ISS: sottostima rischi, dati obsoleti.

  2. Mancanza piano finanziario:

    • Nessuna quantificazione costi/fonti di copertura.

  3. Governance inefficace:

    • Assenza meccanismi sanzionatori.

    • Comitato di controllo autoreferenziale.

  4. Nessun target di riduzione CO₂:

    • Transizione senza milestones verificabili.


Analisi Economica

  • Costi esterni non internalizzati:

    • VSL (Valore Statistico della Vita): €4.7 milioni/decesso.

    • Costo sanitario cumulato (2024-2039)€9.7 miliardi (50 decessi/anno + morbilità + danni ecologici).

  • VOLY (Value of a Life Year):

    • 2.800 anni di vita persi/anno → €196-390 milioni/anno.

    • Totale 16 anni: €3.1-6.3 miliardi.


Alternative Proposte: Progetto STILLWORKS

  • Modello: Rigenerazione post-industriale (esempi: Bethlehem SteelStacks, Pittsburgh Mill 19).

  • Pilastri:

    1. Manifattura sostenibile/circular economy.

    2. Tecnologie avanzate/digitalizzazione.

    3. Formazione ("Academy della Rigenerazione").

    4. Cultura industriale/attrattori urbani.

    5. Infrastrutture verdi.

  • Obiettivi:

    • 15.000 posti lavoro entro il 2035.

    • Bonifiche integrate con riuso aree.

  • Finanziamento:

    • Fondi UE (Just Transition, PNRR), BTP dedicati, fiscalità verde.


Appendici Tecniche

  1. Stato impianti:

    • Altiforni inagibili (AFO1 sequestrato, AFO4 critico).

  2. CCS (Carbon Capture):

    • Tecnologia usata per lock-in fossile, non decarbonizzazione.

  3. DRI a gas:

    • Dipendenza da importazioni, vulnerabilità geopolitica.

  4. Filiera mitilicola circolare:

    • Riutilizzo gusci di cozze per materiali da costruzione (progetto GreenLife4Seas).


Raccomandazioni Finali

  1. Abbandonare:

    • Rigassificatore, desalinizzazione, raddoppio TAP.

  2. Avviare:

    • Dismissione selettiva impianti fossili.

    • VIS indipendente ex-ante.

    • Piano finanziario trasparente.

  3. Implementare:

    • Modello "Taranto 2035" (transizione graduale a StillWorks).

    • Fondo per transizione giusta (governance multilivello).

Conclusione: L’Accordo attuale perpetua un modello insostenibile. La riconversione richiede un cambio di paradigma verso rigenerazione ambientale, equità sociale e diversificazione economica.

 
 
 
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