Da anni lavoro e insieme ad altri siamo in trincea su Taranto e sul territorio per portare innovazione sociale e digitale, non è facile le istituzioni raramente ci hanno ascoltato anzi diciamo che quasi sempre ci hanno ignorato. L'open innovation è un modello derivato dall'approccio open source dell'etica hacker che sta funzionando, crea valore sociale, gli ecosistemi sono più resilienti dei singoli progetti ci sono dimostrazioni matematiche e economiche basate su grafi e teoria della complessità che lo dimostrano.
Ci auspichiamo che le istituzioni non ignorino le voci che emergono dal basso, dei giovani che ritornano sul territorio a discapito dei tanti che se ne scappano perchè non vedono prospettive di crescita.
Fare rete, fare massa critica, lavorare come cerchiamo di fare costruendo il Peeripato è la modalità più valorizzante per i progetti e per il territorio che si possa trovare, servono case study, buoni esempi nazionali e internazionali che non mancano da replicare sul territorio, serve un collegamento tra mondo universitario, della ricerca, della innovazione, giovanile, dei freelance, delle imprese illuminate che vedono la comunità come centrale nei loro processi di sviluppo, sentire tutti quanti nessuno escluso, partendo dai bambini, dagli anziani, dai soggetti fragili per ridisegnare il territorio e riprogettare innovazione sociale.
Marco D'Andia di Dis-educational una bellissima realtà che fa innovazione sociale mettendo al centro i bisogni delle fragilità mi faceva notare che le BRT di nuova progettazione, non hanno incluso un Inclusive Design, ovvero un design progettuale che preveda l'abbattimento delle barriere architettoniche, poi ci sono le mie collaboratrici che non hanno luoghi di coworking e lavoro per incontrare e scambiarsi informazioni con freelance e artisti come loro, spendono tante risorse in viaggi per andare a eventi per crescere e lavorare professionalmente pur muovendosi da una realtà periferica come quella di Taranto. Poi ci sono artigiani e artisti che vorrebbero aprire attività, botteghe artistico-artigianali in città vecchia, magari utilizzando bandi che il Comune possa prevedere per l'assegnazione e il ripopolamento in senso non estrattivo dell'isola vecchia. Sono tanti gli esempi di chi professionisti, disoccupati, precari, freelance, operai sogna un territorio diverso aperto ad ascoltare i bisogni di tutti e tutte più accogliente partecipativo di confroonto alla pari, insomma un Peeripato!