transizione (1)

Venerdì 7 Novembre presso l'Università di Bari polo jonico, nella cornice della città vecchia di Taranto promossa  dal Centro di Cultura per lo Sviluppo Giuseppe Lazzati, si è tenuto un convegno sui nuovi paradigmi della Teoria della Complessità con due relatori di primo piano in Italia studiosi della materia, il prof. Alberto Felice De Toni che ha presentato il suo ultimo libro "La varietà necessaria del potere" scritto col da poco scomparso Bastianon, e Pierluigi Fagan che ha presentato il suo ultimo saggio "Benvenuti nell'era complessa". 

De Toni, ingegnere gestionale, docente universitario, già rettore dell'università di Udine,
oggi sindaco di Udine.
Fagan, imprenditore, ricercatore non strutturato; tra gli organizzatori del Festival della complessità. L'approccio al tema è stato anche facilitato dalle due ultime pubblicazioni dei due protagonisti invitati e presenti al seminario: Alberto Felice De Toni, Eugenio Bastinon, La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni, Edizioni Angelo Guerini e Associati (2025) e Pierluigi Fagan, Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione, Diarkos editore (2025). E’ indubbio che c'è un punto di non ritorno. Il mondo e la realtà si rivelano irrevocabilmente e decisamente interconnessi e interdipendenti. Ad un mondo chiuso ed isolato, nonostante i segni di persistenza, per non dire di aggravamento, non si ritorna, né si può ritornare. La soluzione faticosamente in atto a cui dobbiamo abilitarci è:

1. consapevolezza sistemica, che comprende le logiche nuove dell'interdipendenza, della non
linearità;
2. indispensabilità della collaborazione, della corresponsabilità ai vari livelli (politico,
economico e scientifico);
3. rivisitare l'idea di potere e suo esercito di leadership;
4. apertura dei confini e dell’economia, l'inclusione delle diversità, l’ibridizzazione di saperi
e competenze.
Questi punti possono sembrare anche antistorici, pericolosi, distruttivi, ma è indubbio che la resistenza sembra voler andare, e questo è il pericolo di oggi, verso la post democrazia.

Questi le macro aree tematiche toccate dal convegno: 

1. la cultura che non c'è e la cultura residuale è cultura frammentaria e come cultura frammentaria è ostacolo per non dire ignoranza;
2. un nuovo paradigma: nuova coscienza e comprensione della realtà;
3. le nuove chiavi interpretative;
4. la capacità di far sì che la realtà si riveli da sé;
5. come sviluppare le competenze, la visione, la leadership

Il convegno si è articolato in due parti una di mattina e una di pomeriggio: 

Mattina del 7 novembre PIERLUIGI FAGAN Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione. P.Fagan interloquisce con Alberto F. De Toni, Mario Castellana.

Pomeriggio del 7 novembre ALBERTO F. DE TONI La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni. A. F. De Toni interloquisce con Antonio Messeni Petruzzelli, Francesco Moliterni, Davide Tabarelli, Valentina Lenoci e Mario Castelli.

In mattinata ho fatto un intervento dove ho posto l'attenzione sulla necessità di riprogettare gli incubatori di progetti e startup con una nuova concezione basata sulla complessità, per affrontare la varietà necessaria che differenti progetti possono richiedere, segnalando il case study di un incubatore di successo della Carinzia che è progettato per affrontare meglio la complessità delle proposte progettuali e invitando alla progettazione di un incubatore di comunità partecipato che sfrutti le potenzialità dell'intelligenza collettiva. 

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