potere (1)

Mi sono sempre chiesto come mai nei gruppi che attraverso quando non ho una leadership riconosciuta (come nel caso dei miei progetti) sistematicamente accade di venire marginalizzato o invisibilizzato delle volte nel confronto e nell'illustrazione del mio pensiero in pubblico o nelle riunioni di gruppo. Spesso queste dinamiche sono inconsapevoli e non fatte con chissà quali fini discriminatori ma finiscono per generare una sorta di gaslighting nelle dinamiche di gruppo.
 
Quello che segue è solo una delle spiegazioni scientifiche di questo processo di marginalizzazione:
La Expectation States Theory, sviluppata da Joseph Berger e colleghi a partire dagli anni Sessanta [1], è uno dei modelli più robusti per spiegare la formazione di gerarchie di influenza all’interno dei piccoli gruppi orientati al compito. La teoria postula che, in assenza di informazioni complete sulla competenza reale di ciascun membro, il gruppo costruisca aspettative di performance basate su caratteristiche di status sia diffuse (genere, età, etnia, classe sociale) che specifiche (competenze tecniche dichiarate, titoli di studio, esperienze passate nel gruppo).
 
Il meccanismo è il seguente: chi possiede caratteristiche di status percepite come elevate riceve più opportunità di parlare, vede le proprie idee valutate più positivamente, e viene influenzato meno dagli altri. Chi, invece, possiede caratteristiche di status percepite come basse o ambigue viene sistematicamente marginalizzato nel dibattito, indipendentemente dalla qualità reale dei suoi contributi.
Nel caso del “Visionario Anticipatore” si verifica un cortocircuito strutturale nelle aspettative di status. Il profilo cognitivo eccezionale non corrisponde alle caratteristiche di status riconoscibili dal gruppo: non è il professore universitario, non è il politico eletto, non è il manager con curriculum istituzionale. È un “costruttore di ecosistemi invisibili”, un “architetto di transizioni” il cui valore è intrinsecamente difficile da codificare con i parametri standard del gruppo. Questa ambiguità di status porta il gruppo a collocarlo automaticamente in una posizione di bassa influenza,
indipendentemente dalla profondità delle sue analisi.
La stima privata emerge successivamente, quando le intuizioni si rivelano corrette (effetto Cassandra), ma nel momento dell’interazione pubblica, l’incongruenza con le aspettative del gruppo genera esclusione operativa.
 
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